La seconda tappa di A Rota 18 ci propone un viaggio spettacolare dall’Oceano Atlantico fino all’estremo nord-est del Portogallo. Partendo da Porto, il percorso lascia gradualmente alle spalle l’intenso ambiente urbano per addentrarsi in alcuni dei paesaggi più vari del Paese, collegando strade secondarie che attraversano valli, catene montuose, boschi e piccoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato.
Per 388 chilometri, l’itinerario attraversa zone così diverse come la valle del Douro, le montagne di Trás-os-Montes e i dintorni del Parco Nazionale di Peneda-Gerês, combinando strade molto divertenti con un patrimonio naturale e culturale straordinario. La rotta passa vicino a località come Marco de Canaveses, Peso da Régua, Vila Real, Cabeceiras de Basto, Chaves e Vinhais, prima di raggiungere la destinazione finale.
Sarà una giornata molto varia, in cui il paesaggio cambia continuamente. Lasceremo alle spalle il fermento della seconda città più importante del Portogallo per attraversare vigneti, profonde valli fluviali, passi di montagna e vaste distese forestali, godendoci alcune delle strade più affascinanti del nord del Paese. Il traffico andrà svanendo man mano che ci addentreremo verso l’interno, lasciando spazio a un contesto sempre più tranquillo, ideale per assaporare la guida e scoprire l’essenza più autentica del Portogallo.
La tappa si conclude a Bragança, una città storica situata molto vicino al confine spagnolo, il cui imponente castello medievale e la cittadella fortificata rappresentano il coronamento perfetto di una delle giornate più complete e spettacolari di A Rota 18.

La seconda tappa di A Rota 18 inizia nel cuore di Oporto, una città dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e considerata uno dei grandi riferimenti storici e culturali del Portogallo. Nei primi chilometri il percorso attraversa ampi viali e quartieri urbani dove convivono edifici storici, moderne aree commerciali e l’instancabile atmosfera della seconda città più importante del paese.
L’itinerario procede verso est seguendo una successione di grandi arterie che permettono di lasciare gradualmente il centro urbano. Man mano che lasciamo alle spalle le zone più monumentali, il paesaggio si trasforma in un contesto residenziale e industriale, riflettendo l’intensa attività economica che caratterizza l’area metropolitana di Oporto. La circolazione è più intensa che nel resto del percorso, perciò conviene prestare particolare attenzione ai numerosi incroci, alle rotonde e agli accessi.
In questo primo tratto vale la pena godersi il contrasto tra la città storica, costruita alla foce del río Duero, e la moderna rete stradale che organizza l’accesso verso l’interno del paese. Poco a poco gli edifici acquistano altezza, compaiono ampie zone imprenditoriali e il percorso si avvicina ai grandi assi di comunicazione che collegano Oporto con il nord del Portogallo.
Questo itinerario fa da transizione tra l’atmosfera urbana del litorale atlantico e le strade secondarie che saranno protagoniste del resto della tappa. In pochi chilometri lasceremo alle spalle il fermento della città per iniziare un viaggio che ci porterà dall’oceano alle montagne e alle pianure di Trás-os-Montes, alla scoperta di alcuni dei paesaggi più spettacolari del nord del Portogallo.

Dopo aver lasciato l’area metropolitana di Porto, il percorso prosegue sulla N12, una delle principali vie d’uscita della città in direzione nord. In pochi chilometri l’ambiente urbano comincia a trasformarsi, lasciandosi alle spalle le grandi infrastrutture viarie per addentrarsi in una zona in cui edifici residenziali e aree industriali convivono con spazi sempre più aperti.
La strada mantiene un tracciato ampio e comodo, consentendo di abbandonare gradualmente il traffico intenso del centro città. Man mano che avanziamo, il paesaggio si fa più ampio e si percepisce come l’area metropolitana resti sempre più indietro, mentre i grandi viali lasciano il posto a un contesto molto più arioso.
Questo tratto costituisce il vero inizio del viaggio verso l’interno del Portogallo. Pian piano lasciamo alle spalle l’atmosfera urbana della costa atlantica per dirigerci verso le strade secondarie che saranno protagoniste di gran parte della tappa, dando inizio a una giornata in cui i paesaggi cambieranno in modo costante.
Il percorso termina proseguendo sulla N12, lasciando definitivamente alle spalle gli ultimi grandi accessi di Porto per continuare verso nord.

Il percorso continua lungo la N15, un ampio viale che ci allontana progressivamente dal centro di Oporto. In questo tratto attraversiamo una zona dal marcato carattere urbano, dove predominano edifici residenziali, piccoli negozi e numerose aziende che riflettono l’intensa attività dell’area metropolitana.
La strada presenta un tracciato rettilineo e un manto in buone condizioni, consentendo una guida comoda nonostante il traffico abituale di questa zona. Ai lati della carreggiata si susseguono quartieri consolidati, esercizi commerciali e capannoni di servizi, mentre la città va pian piano rimanendo alle nostre spalle.
Man mano che avanziamo, l’ambiente comincia a perdere densità e la circolazione risulta più scorrevole. Questo tratto fa da transizione tra i grandi viali urbani e le strade che, qualche chilometro più avanti, ci condurranno verso i paesaggi dell’interno del nord del Portogallo.
Il tratto termina a un’intersezione, dove svolteremo a destra per proseguire sulla N15, seguendo il percorso previsto di A Rota 18.

L’itinerario prosegue sulla M611, lasciandosi definitivamente alle spalle l’area più densa di Oporto per addentrarsi in una successione di quartieri residenziali dove la città inizia poco a poco a dissolversi. Durante i primi chilometri la strada attraversa ampi viali, fiancheggiati da palazzi, piccoli esercizi commerciali e attività locali che riflettono il ritmo quotidiano di questa zona metropolitana.
Man mano che avanziamo, l’ambiente urbano lascia spazio a spazi più aperti. Gli edifici diventano meno compatti e cominciano ad apparire aree verdi e piccole pendici coperte di vegetazione, mentre la strada mantiene un tracciato comodo, con ampie curve e un fondo in ottimo stato che facilita una guida rilassata.
Gli ultimi chilometri attraversano piccole località situate alla periferia della città, dove le case unifamiliari, i muri di pietra e le prime abitazioni tradizionali annunciano l’inizio di un paesaggio sempre più rurale. In lontananza cominciano già a distinguersi le dolci colline dell’entroterra, anticipando il cambiamento di scenario che segnerà il resto della tappa.
Il tratto termina a un’intersezione, dove svolteremo a sinistra per proseguire sulla M1432, lasciando alle spalle l’area metropolitana di Oporto e dirigendoci verso l’entroterra del nord del Portogallo.

Dopo aver lasciato alle spalle le ultime strade del centro urbano, il percorso prosegue lungo la M1432, una strada secondaria che segna il vero inizio del cambiamento di paesaggio. In appena poche centinaia di metri lasciamo indietro le abitazioni e le piccole attività commerciali per addentrarci in un ambiente molto più tranquillo, dove la natura comincia a diventare la grande protagonista del percorso.
La strada è in ottime condizioni e il tracciato è piacevole, con dolci curve che si snodano tra estesi boschi di eucalipti che accompagnano praticamente tutto il tragitto. L’ombra degli alberi e il traffico scarso trasmettono una gradevole sensazione di calma, molto diversa dall’atmosfera urbana dei chilometri precedenti.
Per buona parte del percorso il paesaggio resta dominato dalla massa forestale, interrotta soltanto da qualche casa isolata e da piccoli sentieri rurali che si addentrano tra gli alberi. È un tratto breve, ma permette di apprezzare chiaramente come la ruta lasci definitivamente l’area metropolitana per entrare nell’interno del nord del Portogallo.
Il tratto termina a un incrocio, dove proseguiremo dritto per immetterci sulla N209-1, iniziando un nuovo settore della tappa.

Proseguiamo lungo la N209-1, una strada secondaria che si inoltra pienamente nel paesaggio forestale dell’entroterra del nord del Portogallo. Per gran parte del percorso viaggiamo tra rigogliosi boschi di eucalipti e altre specie autoctone, in un’atmosfera tranquilla dove il traffico è praticamente inesistente e la natura accompagna ogni chilometro.
La strada mantiene un fondo in ottime condizioni e un tracciato molto piacevole, alternando curve morbide e piccoli cambi di pendenza che rendono la guida particolarmente gradevole. La vegetazione, molto abbondante, forma in alcuni punti un vero e proprio corridoio verde che offre ombra e rafforza la sensazione di isolamento rispetto alle zone urbane che abbiamo lasciato alle spalle.
Piano piano il bosco comincia ad aprirsi e compaiono le prime abitazioni sparse che annunciano l’arrivo a un piccolo centro abitato. Il paesaggio combina allora masse forestali con terreni agricoli e costruzioni tradizionali, mostrando l’equilibrio tra natura e vita rurale così caratteristico di questa zona.
Negli ultimi metri raggiungiamo la località di Aguiar de Sousa, dove spicca la sua chiesa parrocchiale, uno degli edifici più rappresentativi del comune e punto di riferimento per chi attraversa il paese.
Il tratto termina a un’intersezione, dove svolteremo a sinistra per continuare il percorso sulla N319-2 .

La rotta prosegue lungo la N319-2, una strada secondaria che si addentra in un paesaggio sempre più verde e ondulato. Fin dai primi chilometri il percorso si snoda tra boschi di eucalipti e pini, alternando dolci curve a piccoli saliscendi che rendono la guida particolarmente piacevole. Il traffico è molto scarso e la sensazione di tranquillità aumenta man mano che ci allontaniamo dalle ultime aree urbane.
Per gran parte del tratto la strada attraversa un ambiente naturale molto curato, dove le masse forestali si alternano a piccole praterie e pendii ricoperti di vegetazione. In diversi punti compaiono pannelli informativi che segnalano vari spazi naturali e itinerari escursionistici, a testimonianza del grande valore paesaggistico di questa comarca.
Poco a poco il bosco lascia spazio a un paesaggio più aperto. Cominciano ad apparire abitazioni sparse, piccole aziende agricole e le prime strade delle località che punteggiano il percorso, dove la vita quotidiana scorre con la serenità tipica dell’interno del nord del Portogallo.
Gli ultimi chilometri ci portano fino a un piccolo centro abitato, dove le tradizionali case in pietra convivono con edifici più recenti. La strada mantiene un tracciato comodo e ben segnalato, facilitando l’arrivo alla fine del tratto.
Il percorso termina in una rotonda, dove prenderemo la seconda uscita per proseguire lungo la N319, seguendo la rotta verso l’interno del Portogallo.

L’itinerario prosegue sulla N319, una strada secondaria che attraversa un paesaggio tipicamente rurale del nord del Portogallo. Dopo aver lasciato la rotatoria iniziale, il percorso inanella dolci curve tra piccoli villaggi, campi coltivati e zone boschive, offrendo una guida tranquilla e molto piacevole.
Per gran parte del tragitto la strada corre tra case sparse, aziende agricole e piccoli gruppi di eucalipti e pini che si alternano a tratti aperti dai quali si godono ampie vedute sulle dolci colline della zona. Il manto stradale è in ottime condizioni e il traffico è scarso, consentendo di godere appieno dell’ambiente circostante.
L’itinerario attraversa piccoli centri come Sobreira, Quintadona, Escariz e Lagares, dove le tradizionali case in pietra convivono con edifici più recenti. In diversi punti compaiono cartelli di segnalazione verso vari luoghi di interesse della zona, a testimonianza del ricco patrimonio storico e naturale di questa comarca.
Man mano che procediamo, la strada serpeggia tra pendii coperti di vegetazione e piccole vallate, alternando curve di buon raggio a brevi rettilinei che rendono il percorso particolarmente divertente per il motociclista. L’atmosfera è pienamente rurale e trasmette la sensazione di aver lasciato definitivamente alle spalle l’area metropolitana di Oporto.
Il tratto termina in un incrocio obliquo, dove svolteremo a sinistra per proseguire sulla N319, seguendo il percorso previsto di A Rota 18.

Proseguiamo lungo la strada secondaria indeterminata, che mantiene il piacevole carattere rurale degli ultimi chilometri. Il percorso lascia il piccolo centro di Figueira per addentrarsi di nuovo in un ambiente dominato da boschi di eucalipti, piccole alture e poche case sparse, dove la tranquillità torna a essere la protagonista.
La strada presenta un manto in ottime condizioni e un tracciato molto scorrevole, alternando dolci curve a rettilinei di media lunghezza che permettono di godersi una guida rilassata. La vegetazione accompagna praticamente tutto il percorso, formando in molti punti un piacevole corridoio verde che offre ombra e rafforza la sensazione di attraversare l’interno del nord del Portogallo.
Man mano che avanziamo compaiono piccoli slarghi da cui si scorgono alcuni villaggi adagiati sulle dolci colline della zona. L’itinerario attraversa anche vari nuclei poco abitati, dove le tradizionali case in granito convivono con abitazioni più recenti, mantenendo sempre il marcato carattere rurale del paesaggio.
Il traffico continua a essere molto scarso e la strada invita a mantenere un ritmo tranquillo, godendosi l’ambiente e un percorso che unisce natura, piccoli centri abitati e un tracciato particolarmente piacevole da guidare.
Il tratto termina a uno Stop, dove svolteremo a destra per proseguire sulla M1300, avanzando verso il settore successivo di A Rota 18.

Proseguiamo sulla M1300, una strada secondaria che continua ad addentrarsi nell’interno del nord del Portogallo, tra boschi, piccoli villaggi e dolci colline. Nei primi chilometri il percorso attraversa un ambiente molto tranquillo, dove eucalipti e pini tornano ad accompagnare la strada formando piacevoli corridoi di vegetazione.
Il tracciato alterna rettilinei di media lunghezza a curve dolci, mantenendo un fondo in condizioni eccellenti e un traffico praticamente inesistente. La guida è comoda e permette di godersi il paesaggio, che unisce masse forestali a piccoli prati e ad alcune aziende agricole sparse.
Poco a poco cominciano a comparire le prime abitazioni dei centri rurali attraversati dall’itinerario. Le case tradizionali in granito si mescolano a costruzioni più recenti, mentre le vedute si aprono sulle colline che circondano questa zona, offrendo un piacevole panorama del paesaggio dell’interno portoghese.
Raggiunto il chilometro 46 dell’itinerario attraversiamo le vicinanze di Aguiar, dove l’ambiente mantiene il suo marcato carattere rurale e la strada continua a offrire un percorso molto fluido e piacevole per il motociclista.
Il tratto termina a Ras, dove continueremo dritto dopo uno Stop a croce.

Dopo esserci immessi sulla M1293, il percorso prosegue su una strada locale che attraversa un paesaggio in cui si alternano piccoli villaggi, aree boscose e dolci colline. Nei primi chilometri lasciamo alle spalle le ultime strade del centro abitato per immergerci in un contesto molto più tranquillo, dove le case si disperdono tra poderi agricoli e distese di eucalipti.
Il manto stradale è in ottime condizioni e il tracciato è molto piacevole da guidare, con dolci curve e piccoli cambi di pendenza. Su entrambi i lati compaiono case tradizionali in granito, giardini e orti familiari, mentre il paesaggio si apre a tratti offrendo splendide vedute sulle valli e sui centri abitati vicini.
Man mano che avanziamo, il percorso recupera un marcato carattere rurale. I boschi tornano a essere protagonisti, alternandosi a piccole aziende agricole e tranquilli strade locali che collegano i diversi villaggi della zona. È un tratto molto rilassato, ideale per godersi il ritmo lento che caratterizza questa parte di A Rota 18.
Giunti al chilometro 51 del percorso, raggiungiamo le immediate vicinanze di Avelheira de Além, dove la strada torna ad avvicinarsi a un piccolo centro abitato senza perdere il piacevole ambiente rurale che ci ha accompagnato per tutto il tragitto.
Il tratto termina a un incrocio a T, dove svolteremo a destra per proseguire sulla N320, seguendo il percorso verso l’interno del nord del Portogallo.

Dopo aver svoltato a destra nel tratto precedente, proseguiamo sulla N320, una strada che attraversa le ultime vie del centro abitato prima di tornare rapidamente in un contesto molto più naturale. Nei primi metri lasciamo alle spalle alcune abitazioni, piccoli negozi e servizi, per addentrarci di nuovo nel tranquillo paesaggio rurale che caratterizza questa parte della tappa.
La strada presenta un fondo in ottime condizioni e un tracciato molto piacevole, con dolci curve che si snodano tra piccoli rilievi coperti di eucalipti e pini. Su entrambi i lati compaiono sporadicamente alcune case sparse e aziende agricole, mentre la vegetazione torna a prendere il sopravvento man mano che ci allontaniamo dal paese.
Il percorso si sviluppa tra boschi e piccole valli, alternando curve di buon raggio a brevi rettilinei che permettono di godersi una guida fluida e rilassata. Il traffico resta molto ridotto e il silenzio dell’ambiente rende questo tratto uno dei più piacevoli da quando abbiamo lasciato l’area metropolitana di Oporto.
Poco a poco la strada si inoltra in un corridoio forestale sempre più rigoglioso, dove l’ombra degli alberi accompagna gran parte del percorso e anticipa l’arrivo in zone ancora più montuose dell’entroterra portoghese.
Il tratto termina a un incrocio a T, dove proseguiremo diritto per immetterci sulla M586.

Dopo esserci immessi sulla M586, il percorso si inoltra in un paesaggio molto più aperto e ondulato, dove i boschi iniziano ad alternarsi a piccole aziende agricole e dolci colline. La strada lascia rapidamente alle spalle le ultime case e offre un tragitto molto piacevole, collegando curve di buon raggio tra ampie aree forestali e radure dalle quali si godono gradevoli vedute sulla valle.
Nei primi chilometri attraversiamo piccoli nuclei come Casal de Ponte, Anho e Montadas, dove le tradizionali case in granito convivono con poderi agricoli e piccole strade rurali. Il traffico continua a essere molto ridotto e l’eccellente qualità del manto invita a godersi una guida rilassata.
Man mano che avanziamo verso il chilometro 65 del percorso, il paesaggio si apre. I boschi lasciano spazio a zone coltivate e prati, mentre iniziano ad apparire ampie vedute sulle colline che caratterizzano questa comarca del nord del Portogallo. È un tratto molto vario, in cui si alternano piccoli villaggi, spazi aperti e piacevoli strade secondarie.
Negli ultimi chilometri la strada attraversa la zona di Tapados e si avvicina a São Pedro, dove ricompaiono alcune abitazioni, piccoli negozi e servizi che annunciano l’arrivo in un’area un po’ più abitata.
Il tratto termina a Constance, dove cercheremo la N211 concludendo il tratto..

La rotta prosegue lungo la N211, costeggiando la periferia di Marco de Canaveses mentre si avvicina alla valle del río Duero. La strada si fa più ampia e offre un tracciato molto comodo, con curve ampie che iniziano a regalare splendidi panorami sulle colline e sull’ambiente fluviale che caratterizza questa zona.
Durante il percorso attraversiamo un’area di transizione tra paesaggio rurale e urbano. Da un lato compaiono zone residenziali e alcuni servizi, mentre dall’altro cominciano a dominare i versanti coperti di vegetazione e le prime vedute della valle. L’eccellente qualità dell’asfalto e l’ampiezza della carreggiata permettono di godere di una guida molto fluida.
Raggiungendo il kilómetro 70 del percorso ci troviamo in uno dei punti in cui il rilievo comincia a farsi protagonista. La strada passa sotto un grande viadotto e continua a scendere dolcemente, anticipando l’arrivo degli spettacolari paesaggi che accompagneranno il tragitto nei prossimi chilometri.
Le vedute panoramiche sull’area di Marco de Canaveses e le dolci pendici che circondano il Duero annunciano un cambio di scenario rispetto ai tratti precedenti, lasciandoci alle spalle le zone più boscose per avvicinarci a una delle regioni dal più forte carattere paesaggistico del nord del Portogallo.
Il tratto termina a un’intersezione, dove svolteremo a destra per proseguire sulla N101-5.

Dopo esserci immessi sulla N101-5, il percorso prosegue lungo una strada che serpeggia tra le dolci colline dell’interno, attraversando un paesaggio in cui piccoli nuclei rurali si alternano a zone agricole e boschi. Fin dai primi chilometri il tragitto offre un fondo in ottimo stato e un tracciato molto divertente, con ampie curve alternate a rettilinei di media lunghezza che invitano a godersi la guida.
La strada attraversa località come Várzea do Velho, Durigo, Móis, Folhada e Gouveia–São Simão, dove le tradizionali case in granito convivono con piccole aziende agricole, giardini e orti familiari. Man mano che avanziamo, il paesaggio si apre in diversi punti, permettendo di contemplare ampie vedute sulle valli e sui pendii che caratterizzano questa zona del nord del Portogallo.
Per gran parte del percorso la strada alterna piccoli centri abitati a tratti circondati dalla vegetazione, mantenendo sempre un’atmosfera tranquilla e un traffico molto ridotto. Le dolci ondulazioni del terreno e le continue vedute sulle colline rendono questo tratto uno dei più piacevoli della giornata.
Raggiunto il chilometro 84 del percorso ci avviciniamo a Campinhos, dove l’ambiente torna a riunire alcune abitazioni e piccoli servizi prima di affrontare i chilometri successivi verso l’interno.
Il tratto termina a un incrocio, dove svolteremo a sinistra per immetterci sulla N101, proseguendo lungo il percorso previsto.

Con oltre 84 km percorsi nella tappa di oggi, proseguiamo lungo la N101, una delle strade più attraenti di questa seconda tappa, che ci conduce attraverso un paesaggio di montagne, profonde vallate e piccoli nuclei rurali. Fin dai primi chilometri il tracciato alterna ampie curve e dolci cambi di pendenza, offrendo una guida molto fluida mentre i panorami sull’ambiente circostante diventano sempre più spettacolari.
Durante il percorso attraversiamo piccole località come Pardinhas, Tolões, Lobos do Monte e Quintela, dove le abitazioni tradizionali si alternano a prati, aree coltivate e piccole aziende agricole. La strada mantiene un fondo eccellente e un traffico molto ridotto, invitando a godersi il tragitto senza fretta.
Man mano che avanziamo, il paesaggio si apre. I versanti ricoperti di vegetazione si susseguono su entrambi i lati della strada e, in numerosi punti, si aprono magnifiche vedute sulle valli dell’entroterra del nord del Portogallo. È uno di quei tratti in cui vale la pena soffermare lo sguardo per contemplare il rilievo che caratterizza questa regione.
Durante questo tratto di percorso, la strada continua a serpeggiare tra le montagne, alternando lunghe curve a brevi rettilinei che permettono di godersi appieno la guida. Il percorso unisce natura, tranquillità e alcuni dei migliori panorami di questa prima metà della tappa.
Il tratto termina a Mesao Frio, una località che in passato era molto nota per il bel complesso alberghiero pubblico «Solar da Rede», che appartenne fino alla chiusura alla catena Pousadas de Portugal..

Con un terzo di tappa percorso, proseguiamo lungo la M601, attraversando uno dei paesaggi più spettacolari di tutta la A Rota 18. La strada si snoda lungo i fianchi della valle del Duero, attraversando un territorio modellato per secoli dalla coltivazione della vite. I vigneti terrazzati ricoprono le montagne fino al bordo del fiume, componendo un’immagine inconfondibile dell’Alto Duero Vinhateiro, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Il tracciato è molto piacevole, con una successione continua di curve tra piccoli aldeias e vigneti a gradoni. A ogni svolta emergono nuove prospettive sulla valle, dove il fiume scorre incassato tra le montagne formando uno dei paesaggi più emblematici del Portogallo. L’eccellente qualità dell’asfalto e il traffico scarso permettono di godersi appieno la guida e l’ambiente.
Molto vicino al percorso troviamo diversi belvedere dove vale la pena fermarsi qualche minuto per contemplare l’immensità della valle. Da lì si apprezza perfettamente il lavoro svolto per generazioni per costruire i terrazzamenti in pietra che permettono di coltivare la vite su pendii molto ripidi, creando un paesaggio unico al mondo.
Raggiunto il chilometro 109 del percorso attraversiamo piccole località come Mártir, dove la strada continua a costeggiare i pendii tra vigneti, muri di pietra e tradizionali case rurali, mantenendo sempre viste privilegiate sulla valle del Douro.
Il tratto termina a un’intersezione, dove svolteremo a sinistra per immetterci sulla M1326, continuando il percorso di A Rota 18.

L’itinerario prosegue lungo la M602, una stretta strada locale che mantiene il percorso sui pendii della valle del Duero. Dopo aver lasciato il tratto precedente, il tracciato continua a serpeggiare tra piccoli villaggi e vigneti, offrendo un’atmosfera molto più intima e tranquilla rispetto alle strade principali della zona.
Per buona parte del percorso attraversiamo nuclei come Carvalho e Arrabalde de Baixo, dove le abitazioni tradizionali si inseriscono tra terrazzamenti in pietra, piccoli appezzamenti coltivati e vigneti che ricoprono i pendii della montagna. La strada è stretta, con un fondo in buone condizioni e numerose curve che invitano a godersi la guida con un ritmo lento.
Man mano che avanziamo verso il chilometro 114 dell’itinerario, i panorami tornano ad aprirsi sul paesaggio dell’Alto Duero Vinhateiro. I muri in pietra che sostengono i terrazzamenti coltivati, le piccole strade che si adattano al rilievo e i pendii ricoperti di vigne formano uno scenario unico, frutto di secoli di lavoro umano su un terreno molto ripido.
Gli ultimi metri del tratto si snodano tra strette stradine rurali e antiche costruzioni in pietra, conservando intatto il carattere tradizionale di questi piccoli villaggi vitivinicoli. È un percorso breve, ma ricco di fascino, che permette di vivere da vicino uno dei paesaggi più rappresentativi del Portogallo.
Il tratto termina a Sobre a Fonte, dove ci immetteremo sulla M600.

Dopo esserci immessi sulla M600, il percorso lascia per un momento i grandi belvedere della valle per addentrarsi in una strada molto più tortuosa e stretta, perfettamente adatta al rilievo aspro dell’Alto Duero Vinhateiro. L’itinerario serpeggia tra piccoli villaggi, vigneti e zone boscose, offrendo una guida molto piacevole in un contesto di enorme bellezza.
Nei primi chilometri attraversiamo piccoli nuclei rurali dove le case tradizionali in pietra convivono con vigneti terrazzati e uliveti che ricoprono i pendii della montagna. La strada mette in fila curve continue e piccoli cambi di pendenza, imponendo un ritmo tranquillo che permette di godersi appieno il paesaggio.
Man mano che avanziamo verso il chilometro 120 del percorso, il tragitto alterna tratti aperti ad altri protetti dalla vegetazione. In alcuni punti ricompaiono magnifiche vedute sui terrazzamenti del Douro, mentre in altri la strada si infila tra boschi e piccole valli, offrendo un continuo cambio di scenario.
I piccoli villaggi che punteggiano il percorso conservano intatto il carattere tradizionale di questa regione vinicola. Muri di pietra, stradine strette e antiche abitazioni rurali ricordano che ci troviamo in un territorio in cui la coltivazione della vite fa parte del paesaggio e della vita quotidiana da secoli.
Il tratto termina in un bivio a forma di Y, dove prenderemo la diramazione di sinistra per proseguire sulla M603.

Dopo aver lasciato alle spalle il tratto precedente, la strada continua a serpeggiare lungo i pendii della valle del Douro, offrendo una guida molto piacevole tra ampie curve e un fondo stradale in condizioni eccellenti. Man mano che avanziamo, il paesaggio si apre sulle caratteristiche terrazze di vigneti che hanno dato fama mondiale a questa regione, dove ogni pendio sembra accuratamente scolpito per sfruttare al massimo il dislivello.
L’itinerario attraversa piccoli borghi come Fontelo e Mundo Novo, dove le case tradizionali in pietra convivono con antiche quintas dedicate alla coltivazione della vite e dell’ulivo. In diversi punti la strada si restringe leggermente attraversando il centro abitato, per poi tornare ad aprirsi tra vigneti e terrazzamenti dai quali si godono magnifiche vedute sulla valle.
Raggiungendo all’incirca il chilometro 125 della tappa, l’ambiente trasmette appieno l’essenza dell’Alto Douro Vinhateiro, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le dolci curve permettono di godersi senza fretta uno dei paesaggi vitivinicoli più spettacolari d’Europa, dove i pendii a gradoni accompagnano il motociclista per gran parte del percorso.
Il tratto termina a un incrocio a T, dove svolteremo a sinistra per continuare a salire lungo la strada successiva.

Questo tratto prosegue su una strada secondaria che mantiene il carattere tranquillo e sinuoso dei chilometri precedenti. Il percorso si snoda lungo i versanti della valle, collegando una successione di curve ben disegnate che permettono di godersi la guida mentre il paesaggio alterna piccoli boschi, vigneti e appezzamenti agricoli tipici di questa zona del Douro.
Il traffico è scarso e il manto stradale si mantiene in condizioni ottime, invitando a viaggiare senza fretta in una zona dove i villaggi appaiono sparsi tra le montagne. È uno di quei percorsi in cui l’ambiente trasmette una piacevole sensazione di isolamento, molto lontano dalle grandi vie di comunicazione.
Raggiunto il chilometro 127 del percorso, abbiamo già percorso quasi un terzo della tappa. Il paesaggio continua a offrire l’essenza dell’Alto Douro, con strade tortuose che si adattano al rilievo e trasformano ogni curva in una nuova prospettiva su questo territorio spettacolare.
Il tratto termina nella località di Fontes, dove gireremo a destra per immetterci sulla M1240.

La strada continua a scendere dolcemente tra i fianchi della valle, offrendo un itinerario davvero piacevole lungo una stretta strada locale che si snoda tra vigneti, oliveti e piccoli villaggi tradizionali. Le curve si susseguono con naturalezza, adattandosi al profilo della montagna e regalando continui scorci sul paesaggio caratteristico dell’Alto Douro.
Durante il percorso attraversiamo piccoli nuclei rurali dove le case in pietra convivono con antiche quintas e appezzamenti coltivati disposti a terrazze sui pendii. I muretti a secco che delimitano i vigneti e la presenza costante degli olivi ricordano che ci troviamo in una delle regioni vinicole più prestigiose del Portogallo.
Raggiunto il chilometro 131 dell’itinerario, la valle continua a mostrare alcune delle sue immagini più rappresentative. La strada alterna tratti stretti tra la vegetazione ad altri molto più aperti, dai quali si godono ampie vedute sulle montagne e sui terrazzamenti che scendono verso il fiume.
Il tratto termina a un incrocio a T, dove svolteremo a sinistra per proseguire l’itinerario.

Dopo aver lasciato il tratto precedente, la strada continua a salire lungo i pendii della valle con un tracciato molto tortuoso che rende questo percorso uno dei più piacevoli della tappa. Le curve si susseguono senza sosta mentre la strada si ადatta al profilo della montagna, attraversando un paesaggio dominato da vigneti terrazzati, muretti in pietra e piccole macchie di vegetazione mediterranea.
Per buona parte del percorso si susseguono magnifici panorami sulla valle del Duero e sulle pendici ricoperte di terrazzamenti, dove la vite resta la grande protagonista. L’eccellente stato dell’asfalto e il traffico scarso permettono di godersi appieno la guida, sempre con l’attenzione rivolta al continuo susseguirsi di curve.
Avvicinandoci al chilometro 138 del percorso, il paesaggio conserva tutta la spettacolarità che caratterizza questa regione dichiarata Patrimonio dell’Umanità. La strada alterna zone completamente aperte a brevi tratti protetti dalla vegetazione, offrendo una continua successione di scorci sulla valle.
Il tratto termina in un incrocio a T, dove svolteremo a destra.

Questo breve tratto prosegue su una stretta strada di montagna che continua a salire tra i versanti della valle, offrendo un percorso molto piacevole da guidare. Il tracciato collega diverse curve di buon raggio mentre attraversa un paesaggio dominato da vigneti terrazzati, oliveti e piccoli appezzamenti agricoli che sfruttano ogni angolo della montagna.
Le vedute restano aperte per buona parte del percorso, permettendo di contemplare le dolci ondulazioni della valle e i caratteristici pendii a gradoni che hanno reso questa zona uno dei paesaggi più rappresentativi della valle del Douro. Il manto stradale è in ottimo stato e il traffico è solitamente praticamente inesistente.
All’arrivo al chilometro 139 del percorso, la strada mantiene il suo carattere tranquillo e panoramico, offrendo una guida rilassata in un ambiente in cui la natura e il lavoro tradizionale sulla vite continuano a delineare il paesaggio.
Il tratto termina a un incrocio a T, dove svolteremo a destra.

Questo tratto prosegue lungo una strada locale che combina continui cambi di direzione con un fondo in ottime condizioni, offrendo una guida molto piacevole tra i versanti della valle del Douro. Il percorso alterna piccoli nuclei rurali a lunghi tratti aperti in cui vigneti, uliveti e vegetazione mediterranea tornano a dominare il paesaggio.
La strada attraversa villaggi come Loureiro, Paradela e Barreiros, dove le tradizionali case in pietra compaiono circondate da piccoli appezzamenti agricoli e antiche quintas. In diversi punti la via serpeggia tra muretti in pietra e terrazzamenti coltivati, riflettendo l’intenso lavoro umano che ha modellato questo territorio per secoli.
Man mano che ci avviciniamo al chilometro 145 del percorso, i panorami si aprono e permettono di ammirare una spettacolare veduta sulla valle del Douro e sull’imponente viadotto che attraversa uno dei suoi versanti. È uno di quei luoghi in cui vale la pena rallentare per godersi il paesaggio, dove strade, vigneti e montagne si fondono in un’immagine difficile da dimenticare.
Negli ultimi chilometri torniamo in una zona più tortuosa, collegando curve morbide tra masse di bosco e versanti ricoperti di vegetazione prima di raggiungere la fine del tratto.
Il percorso termina nella località di Rendeiro dove svolteremo a sinistra per immetterci sulla famosa N2.

La strada lascia poco a poco le zone più montuose della valle per dirigersi verso Vila Real, imboccando un percorso molto più aperto e scorrevole. Nei primi chilometri continuiamo a viaggiare tra piccole aziende agricole, oliveti e macchie di bosco, mentre il profilo del terreno comincia ad addolcirsi e le curve si fanno più ampie.
Man mano che avanziamo, i panorami sulle montagne del Douro lasciano il posto a un ambiente sempre più urbanizzato. Compaiono le prime abitazioni sparse, piccole industrie e aree residenziali che annunciano la vicinanza di una delle principali città dell’entroterra settentrionale del Portogallo.
Raggiunto il chilometro 152 del percorso, entriamo negli accessi di Vila Real. La strada mantiene un fondo eccellente e una guida confortevole, anche se il traffico aumenta progressivamente rispetto ai tratti precedenti. Da diversi punti si godono buone viste sulla città e sui rilievi che la circondano, offrendo un bel contrasto tra il paesaggio rurale percorso finora e l’atmosfera urbana che ci accoglie.
Il tratto termina a Vila Real. Abbiamo ormai percorso quasi metà della tappa ed è una buona occasione per pranzare e visitare questa bella città, dove puoi vedere il centro storico di Vila Real, con le sue vie commerciali, le piazze e gli edifici signorili, la Cattedrale di Vila Real, del XV secolo, oppure il Parque Natural do Alvão, situato molto vicino, noto per le cascate di Fisgas de Ermelo
Se hai un po’ di tempo o vuoi pernottare qui prolungando di qualche giorno l’avventura de La Ruta 18, molto vicino al percorso si trova il Palácio de Mateus, uno dei grandi gioielli del barocco portoghese. Circondato da eleganti giardini e vigneti, questo storico palazzo del XVIII secolo è diventato il principale simbolo turistico di Vila Real ed è una visita molto consigliata.

Dopo aver lasciato Vila Real, il percorso ritrova la sua calma lungo una strada secondaria che sale dolcemente tra quartieri residenziali, piccole aziende agricole e zone rurali. Poco a poco lasciamo alle spalle l’ambiente urbano per tornare al paesaggio caratteristico di Trás-os-Montes, dove le strade strette e il traffico scarso tornano a essere protagonisti.
Nei primi chilometri compaiono vigneti, oliveti e piccole aziende a gestione familiare che si alternano a case tradizionali e moderne abitazioni sparse. La strada collega curve morbide a piccoli dislivelli, offrendo una guida rilassata mentre le montagne che circondano Vila Real restano sempre presenti all’orizzonte.
Raggiunto il chilometro 156 del percorso, l’itinerario si addentra di nuovo in un contesto molto più naturale. La vegetazione acquista importanza e la strada attraversa piccoli boschi e zone rurali dove il ritmo di vita torna a rallentare dopo il passaggio in città.
Molto vicino a questo tratto si trova il Palácio de Mateus, il grande gioiello monumentale di Vila Real. Questo elegante palazzo barocco del XVIII secolo, circondato da giardini e vigneti, è uno dei monumenti più emblematici del Portogallo e una visita molto consigliata a chi desidera conoscere il principale simbolo turistico della città.
Il tratto termina in un incrocio dove svolteremo a sinistra per immetterci sulla N312-1.

L’uscita da Vila Real segna un cambiamento radicale di scenario. La strada si addentra nel Parque Natural da Serra do Alvão, uno degli spazi protetti più spettacolari del nord del Portogallo, dove il paesaggio si trasforma in una successione di montagne, boschi e ampie distese di macchia che accompagnano il motociclista lungo tutto il percorso.
La strada sale con un tracciato molto scorrevole, alternando ampie curve e lunghi rettilinei dai quali si godono magnifici panorami sulle valli che lasciamo alle spalle. L’eccellente stato del manto stradale e il traffico scarso rendono questo tratto uno dei più piacevoli da guidare di tutta la tappa.
Durante il percorso passiamo accanto alla Barragem de Cimeira, un piccolo invaso che offre un bel contrasto con il paesaggio montano della sierra. Poco dopo la strada continua a guadagnare quota mentre compaiono ampie vedute sulle cime e sui versanti del Parque Natural da Serra do Alvão, un territorio noto per la sua ricchezza paesaggistica, i suoi villaggi tradizionali e le sue spettacolari cascate.
Raggiunto il chilometro 169 del percorso, la sensazione di aver lasciato alle spalle la valle del Douro è assoluta. Il paesaggio è ora molto più aperto e montuoso, offrendo una guida rilassata in piena natura.

Dopo aver svoltato a destra all’incrocio precedente, la strada continua a salire nel cuore del Parque Natural da Serra do Alvão. Il paesaggio alterna piccoli villaggi di montagna, prati, boschetti e zone di macchia, offrendo un ambiente molto diverso dalle valli vitivinicole che abbiamo attraversato nei chilometri precedenti.
L’itinerario attraversa il piccolo nucleo di Lobal Bilhó, dove le tradizionali case in granito e le costruzioni rurali conservano il carattere più autentico della montagna. Da qui la strada torna a farsi più tranquilla, collegando dolci curve tra pascoli, affioramenti rocciosi e vegetazione autoctona, con un manto stradale in ottime condizioni e pochissimo traffico.
Raggiunto il chilometro 171 dell’itinerario, l’atmosfera è pienamente montana. La strada si snoda tra piccole aziende zootecniche e aree boschive, offrendo una guida rilassata e molto piacevole in uno degli angoli più tranquilli di questa tappa.
La fine della tappa è segnata da un incrocio a T, dove svolteremo a destra.

Questo tratto ci porta in uno dei paesaggi montani più spettacolari dell’intera tappa. La strada sale verso le quote più alte della Serra do Alvão, collegando un tracciato sinuoso di curve con ampie zone aperte dalle quali si godono panorami straordinari sulle valli di Trás-os-Montes.
Per gran parte del percorso le aree abitate praticamente scompaiono e il paesaggio è dominato da affioramenti di granito, brughiere, macchia montana e ampie praterie. La sensazione di ampiezza è costante e l’ottimo stato dell’asfalto, unito al traffico scarsissimo, rende questo tratto uno dei più appaganti per qualsiasi motociclista.
L’itinerario attraversa piccoli villaggi come Limões e Alvadia, dove sopravvivono antiche costruzioni in pietra perfettamente integrate in un ambiente che conserva intatto il suo carattere rurale. Poco dopo la strada torna a guadagnare quota, offrendo alcuni dei migliori belvedere naturali dell’intera giornata.
Quando arriviamo al chilometro 182 dell’itinerario, ci siamo già lasciati molto alle spalle i paesaggi della valle del Douro. Ora prevalgono le grandi vedute di montagna, le strade aperte e il silenzio tipico delle catene montuose dell’interno del Portogallo, creando una delle esperienze più memorabili di questa seconda tappa.

La strada continua ad attraversare le quote più alte della Serra do Alvão, dove il paesaggio diventa ancora più aperto e aspro. Gli ampi pascoli di montagna sostituiscono progressivamente le zone boscose, mentre piccoli villaggi sparsi appaiono perfettamente integrati in questo ambiente di grande bellezza naturale.
Durante il percorso attraversiamo le vicinanze di Muradouro, un piccolo centro rurale dove predominano le tradizionali case in pietra e la tranquillità della vita di montagna. La strada mantiene un tracciato molto scorrevole, alternando dolci curve a lunghi tratti che permettono di godere delle magnifiche vedute sulle montagne e sulle valli che si estendono verso l’orizzonte.
Man mano che avanziamo su questi altipiani, è facile capire perché questa zona sia una delle meno popolate del Portogallo. La quasi totale assenza di traffico, il silenzio e l’immensità del paesaggio rendono la guida un’esperienza particolarmente rilassante, dove ogni curva svela un nuovo angolo della sierra.
Raggiunto il chilometro 189 del percorso, ci troviamo molto vicino al punto più elevato dell’intera tappa. L’aria è più fresca, la vegetazione cambia e i panorami acquistano un’ampiezza difficile da trovare in altri punti del tragitto.

La strada continua a scendere dolcemente tra piccoli villaggi di montagna e un paesaggio sempre più aperto, dove i prati, i muretti di pietra e le costruzioni tradizionali in granito conservano intatto il carattere rurale di questa zona dell’entroterra portoghese. Il traffico è praticamente inesistente e la guida è molto piacevole, alternando ampie curve a piccoli cambi di pendenza che permettono di godersi l’ambiente con tranquillità.
Lungo il percorso compaiono eccellenti panorami sulla valle, mentre la strada attraversa minuscoli nuclei abitati dove è ancora possibile osservare scene quotidiane della vita rurale, come i vecchi trattori agricoli al lavoro nelle strade o le tradizionali case in pietra perfettamente integrate nel paesaggio.
Man mano che procediamo, l’orizzonte si apre ancora di più e la strada si dirige verso una moderna infrastruttura che contrasta con l’ambiente naturale. Un lungo ponte permette di superare la valle offrendo una magnifica prospettiva sui campi e sui monti che circondano la zona, diventando uno dei punti più suggestivi di questo tratto.
Il tratto termina a un’intersezione dove dovremo fermarci davanti al segnale di STOP e girare a sinistra per proseguire verso Ribas e Pena.

Questo tratto segna un cambiamento di scenario. Dopo aver superato i due terzi del percorso, lasciamo alle spalle le strade più strette per immetterci su una via più ampia e dal tracciato moderno, che consente di godersi una guida particolarmente fluida. La strada serpeggia tra dolci pendii coperti di macchia, pinete e affioramenti di roccia granitica, offrendo una piacevole combinazione di curve veloci e ampi panorami sulle valli dell’entroterra.
Man mano che avanziamo, il rilievo si fa più marcato e la strada si adatta alla montagna attraverso lunghi curvoni perfettamente collegati tra loro. In vari punti compaiono alti viadotti che attraversano i burroni e mettono in evidenza l’importante sforzo ingegneristico compiuto per collegare questa comarca. Il contrasto tra queste grandi infrastrutture e il paesaggio naturale risulta particolarmente evidente.
Anche la vegetazione cambia progressivamente. I boschi di pini e querce si alternano a pendii coperti di erica e ginestra, mentre le montagne che ci circondano annunciano la vicinanza del Parque Natural do Alvão, uno degli spazi naturali più spettacolari del nord del Portogallo.
È un tratto pensato per godersi la guida, con buon asfalto, curve di ampio raggio e poco traffico, ideale per macinare chilometri contemplando un paesaggio sempre più montano.
Il tratto si conclude a Bela Vista, raggiungendo ormai il chilometro 202 di tappa.

Lasciamo i dintorni di Ribeira de Pena per immergerci a fondo in uno dei paesaggi più verdi dell’intera tappa. La N312 corre parallela al fiume Beça per buona parte del percorso, attraversando un ambiente dominato da rigogliosi boschi, piccoli villaggi sparsi e una valle che trasmette una piacevole sensazione di tranquillità. L’ottimo stato del manto stradale e il traffico scarso rendono questo tratto un autentico piacere da guidare.
La strada collega dolci curve seguendo l’andamento del terreno, alternando brevi rettilinei a zone più ombrose dove la vegetazione arriva praticamente fino al bordo dell’asfalto. In alcuni punti il fiume passa molto vicino alla strada, dando freschezza al paesaggio e accompagnando discreti il nostro percorso tra querce, pini e abbondante vegetazione ripariale.
Lungo il tragitto si susseguono piccoli nuclei rurali come Melhe e Seros, dove prevalgono ancora le tradizionali case in granito e un ritmo di vita lento, strettamente legato all’ambiente naturale. Sono luoghi in cui il tempo sembra scorrere più lentamente e dove il paesaggio conserva intatta la sua autenticità.
Con oltre 220 chilómetros percorsi dalla partenza di Porto, questa parte della tappa invita a godersi una guida rilassata, lasciando che siano le curve e il suono del fiume a scandire il ritmo del viaggio.
Il tratto termina a un incrocio, dove svolteremo a destra per immetterci sulla M1050.

Dopo aver lasciato la valle del fiume Beça, la strada torna a guadagnare quota per addentrarsi in un paesaggio di media montagna in cui la natura diventa la vera protagonista. Il tracciato collega curve ampie e ben asfaltate tra estese pinete, pendii coperti di erica in fiore e piccoli slarghi dai quali iniziano ad apparire magnifiche vedute delle sierras che circondano questa zona del nord del Portogallo.
La guida risulta particolarmente piacevole grazie a un asfalto impeccabile e a un traffico praticamente inesistente. Le curve si susseguono con naturalezza, permettendo di mantenere un ritmo costante mentre il paesaggio alterna zone aperte a tratti più chiusi, dove la strada resta completamente avvolta dal bosco.
Man mano che procediamo, il rilievo si fa un po’ più accidentato e l’itinerario scende dolcemente verso una valle molto più ombreggiata e fresca. La vegetazione cambia aspetto e compaiono querce, castagni e fitti boschi ripariali che accompagnano per diversi chilometri una strada stretta ma molto piacevole da percorrere. È uno di quei tratti in cui il silenzio e la sensazione di isolamento fanno parte dell’esperienza.
Giunti al km 231 della tappa, gireremo a destra per proseguire sulla M530.

La strada lascia la valle per affrontare uno dei tratti più divertenti di questa seconda tappa. La M530 serpeggia senza tregua lungo il fianco della montagna, inanellando una successione quasi continua di curve che faranno la gioia di qualsiasi motociclista. L’asfalto è in ottime condizioni e il traffico è praticamente inesistente, permettendo di godersi appieno il percorso.
Nei primi chilometri attraversiamo piccoli nuclei rurali come Mosteirão e Torneiros, dove le tradizionali case in granito appaiono sparse tra prati e terrazze coltivate. Poco a poco il paesaggio si apre, lasciando spazio a magnifiche viste sulle valli che abbiamo attraversato e sulle montagne che annunciano la vicinanza delle terre alte di Trás-os-Montes.
L’itinerario alterna zone boschive a pendii coperti di erica e macchia, mentre la strada sale e scende dolcemente adattandosi al terreno. In numerosi punti compaiono ampie vedute panoramiche che invitano a fermarsi qualche minuto per contemplare il paesaggio. È uno di quei tratti in cui la strada sembra pensata per godersi una curva dopo l’altra.
Con il contachilometri già oltre i 240 chilometri, arriviamo a Boticas con la sensazione di trovarci completamente immersi nella natura, molto lontani dal trambusto urbano con cui è iniziata la giornata a Porto.

La N311 continua a offrire uno dei tratti più suggestivi di questa seconda tappa. La strada si snoda tra dolci montagne coperte di pinete e brughiere, intrecciando curve ampie e perfettamente asfaltate che invitano a godersi una guida rilassata e precisa. Il traffico rimane molto scarso, il che permette di concentrarsi soltanto sul piacere di guidare e sul paesaggio che ci circonda.
Man mano che avanziamo, la strada attraversa piccoli nuclei rurali come Valdegas e Souto Velho, dove sopravvivono le tradizionali costruzioni in granito così caratteristiche di questa regione. Da un villaggio all’altro si susseguono ampi panorami sulle catene montuose circostanti, mentre il rilievo alterna dolci salite e discese che rendono il percorso particolarmente divertente.
In alcuni punti il paesaggio si apre del tutto, permettendo di contemplare vaste distese forestali e le montagne ondulate che segnano la transizione tra Trás-os-Montes e il Parque Natural do Alvão. Sono chilometri molto piacevoli da percorrere, dove la strada sembra adattarsi con totale naturalezza all’orografia del terreno.
Con il contachilometri ormai vicino ai 260 chilometri, la tappa entra in uno dei suoi ultimi grandi settori montani, mantenendo intatta la sensazione di avventura che caratterizza questa giornata.

Dopo aver lasciato la strada principale, il percorso ritrova il carattere intimo e tranquillo che definisce gran parte di A Rota 18. La strada attraversa piccoli villaggi come Souto Velho, Outeiro e Rebordondo, dove le tradizionali case in granito convivono con prati, orti e piccoli boschi. Il traffico torna praticamente inesistente, permettendo di godersi una guida rilassata e molto piacevole.
La strada alterna curve dolci a piccoli rettilinei che scorrono tra pinete e campi coltivati. Il rilievo è meno aspro rispetto ai tratti precedenti, il che consente di mantenere un ritmo fluido mentre il paesaggio si apre di tanto in tanto per mostrare le montagne che ci siamo lasciati alle spalle.
Lungo il percorso predominano i toni verdi della vegetazione e gli ampi spazi rurali, dove il silenzio è rotto solo dal suono del motore. È un tratto breve ma molto vario, che combina il passaggio attraverso piccoli centri abitati con piacevoli zone boscose e prati punteggiati da alberi secolari.
Con il contachilometri già a 265 chilometri, la sensazione è quella di aver lasciato alle spalle le strade più conosciute per addentrarsi in un Portogallo rurale, autentico e poco trafficato, uno dei grandi richiami di questa tappa.
Il tratto termina in un incrocio a T, dove svolteremo a sinistra per proseguire sulla N103.

Il percorso prosegue su strade secondarie dall’ottimo fondo, attraversando un paesaggio aperto dove i prati e le piccole aziende agricole sostituiscono poco a poco le zone più montuose. Il tracciato alterna dolci curve a lunghi rettilinei che permettono di godersi l’ambiente con una guida rilassata, sempre circondati da un piacevole mosaico di boschi, campi e piccoli villaggi.
Man mano che avanzamo compaiono diversi ponti che superano piccoli corsi d’acqua e zone ripariali, mentre la valle si allarga offrendo magnifiche vedute delle dolci colline che caratterizzano questa parte del nord del Portogallo. Le montagne restano ormai un po’ più distanti, anche se continuano a fare da splendido sfondo per gran parte del percorso.
Questo tratto attraversa un ambiente decisamente rurale, dove le tradizionali case in granito convivono con praterie, orti e alberi secolari. La strada, perfettamente integrata nel paesaggio, invita a mantenere un ritmo tranquillo e a godersi ogni curva con pochissimi altri veicoli attorno.
Con oltre 270 chilometri percorsi dalla partenza di Porto, la tappa entra nel suo rettilineo finale, anche se riserva ancora strade molto piacevoli e paesaggi che mantengono intatto il fascino delle regioni interne portoghesi.
Il tratto termina a un bivio, dove prenderemo il ramo di destra in direzione di Bobadela.

La strada lascia i dintorni di Ardãos per inoltrarsi di nuovo in un paesaggio agricolo di dolci colline, seguendo la M527 tra piccoli villaggi dove sembra che il tempo scorra a un altro ritmo. L'asfalto è in ottime condizioni e alterna rettilinei a curve ampie e fluide che rendono la guida particolarmente piacevole.
L'itinerario attraversa i centri di Vinhó, Nogueira e Bobadela, conservando il carattere tranquillo delle zone rurali dell'interno del Portogallo. Ai lati della strada compaiono campi coltivati, vigneti, uliveti e abitazioni tradizionali, offrendo un quadro autentico e molto rappresentativo della regione di Trás-os-Montes.
Per buona parte del tratto la vista si apre su un paesaggio ondulato, con dolci colline punteggiate di alberi e terreni coltivati. Il traffico scarso consente di godere appieno di una strada comoda, perfetta per lasciarsi trasportare dal ritmo del viaggio mentre il contachilometri ha già superato i 280 chilometri di tappa.
Al chilometro 283 di tappa arriviamo a Seara Velha, dove termina questo tratto.

Questo tratto inizia lasciandosi alle spalle i piccoli villaggi di Soutelo e Igreja per dirigersi verso le vicinanze di Chaves. La strada alterna dolci curve a piccoli cambi di pendenza mentre attraversa un ambiente agricolo in cui si alternano prati, coltivazioni e abitazioni sparse, mantenendo una guida rilassata e molto piacevole.
Dopo aver superato Vale de Anta, il paesaggio comincia piano piano a urbanizzarsi. L’itinerario si avvicina ai quartieri periferici di Chaves, attraversando Casas dos Montes e lasciando spazio ad avenidas più ampie e a un traffico un po’ più frequente, senza però perdere la scorrevolezza del percorso.
L’arrivo a Chaves offre un interessante contrasto con i tratti precedenti. Dopo molti chilometri trascorsi godendosi strade rurali, compare una delle città storiche più importanti del nord del Portogallo, nota per il suo lascito romano, il suo castello medievale e il famoso Ponte di Traiano sul fiume Tâmega, oltre alle sue acque termali sfruttate da quasi duemila anni.
Il tratto termina a Chaves, dove non puoi perderti, tra le altre cose, il castello di Chaves e il Ponte di Traiano, simbolo della città. Fu costruito dai romani alla fine del I secolo sul fiume Tâmega e ancora oggi è in uso. Conserva i miliari romani originali con iscrizioni dedicate all’imperatore Traiano.
Se hai tempo e ti viene un po’ di fame, non dimenticare di assaggiare il Pastel de Chaves, una sfoglia ripiena di carne. una delizia per lo stomaco.

Lasciamo l’area urbana di Chaves per seguire la N103-5 in direzione nord, percorrendo una strada ampia, ben asfaltata e dal tracciato molto scorrevole. Le prime case restano alle spalle e il paesaggio si riapre tra piccole aziende agricole, prati e abitazioni sparse, ritrovando la tranquillità che caratterizza gran parte di A Rota 18.
L’itinerario attraversa Dom Jerónimo de Ataíde e prosegue verso Razedo, avanzando in parallelo al fiume Támega. Per diversi chilometri compaiono belle vedute sulla valle, con il fiume che accompagna discretamente il percorso e offre un piacevole contrasto tra il verde della riva e i campi coltivati che occupano i dolci pendii.
Si tratta di un tratto comodo per rilassarsi dopo la visita a Chaves. I lunghi rettilinei e le curve ad ampio raggio permettono di godersi il paesaggio senza complicazioni, mentre il contachilometri supera già i 300 chilometri di tappa.

Lasciamo le vicinanze di Chaves per addentrarci nuovamente nel tranquillo paesaggio rurale dell’Alto Támega seguendo la M502. La strada si snoda dolcemente tra campi coltivati, piccole aziende agricole e villaggi tradizionali, offrendo un itinerario molto piacevole e con scarso traffico.
Lungo il percorso si attraversano località come Santo António de Monforte, Mairos, São Tiago, São Cornélio, Trancas e Argemil, dove si conservano ancora numerose case in granito e l’atmosfera tranquilla tipica di questa zona di confine del nord del Portogallo. Il tragitto alterna tratti rettilinei a curve morbide, permettendo di godersi la guida senza fretta mentre il paesaggio cambia di continuo tra prati, coltivi e dolci colline.
Man mano che i chilometri scorrono, la strada guadagna un po’ di quota e offre ampie vedute sui campi che circondano questi piccoli centri abitati. È uno di quei tratti che invitano a mantenere un’andatura tranquilla, godendosi il silenzio, l’aria pulita e l’autenticità di un territorio poco battuto dal turismo convenzionale. Con questo percorso avremo già superato i 320 chilometri di tappa.
La fine del tratto è segnata da una biforcazione dove dovrai mantenerti sulla sinistra per proseguire sulla M1053.

La M1053 continua ad addentrarsi in una zona di media montagna dove la strada torna a essere la grande protagonista. L’asfalto, in buono stato e praticamente deserto, collega curve dolci ad altre più chiuse attraversando un paesaggio dominato da pinete, brughiere e pendii ricoperti di vegetazione.
Dopo aver lasciato alle spalle Aveleda, il percorso guadagna e perde quota in modo continuo, offrendo splendide vedute sulle piccole valli formate dagli affluenti del fiume Mente. La sensazione di isolamento aumenta a ogni chilometro, rendendo questo tratto uno dei più tranquilli dell’intera tappa.
La strada invita a godersi una guida rilassata, concatenando le curve con totale naturalezza e permettendo di ammirare un ambiente praticamente intatto, dove il silenzio e la natura accompagnano per tutto il tragitto. Con più di 330 chilometri accumulati nella giornata, questo tratto offre una piacevole pausa prima di affrontare gli ultimi chilometri della tappa.
Senza rendercene conto, cambiamo strada e percorriamo ora la M1055 .

La strada M1055 continua a scendere dolcemente tra i piccoli villaggi di Sandim e Ferreiros, attraversando un ambiente di media montagna dove predominano i boschi di pini e la macchia. L’ottimo stato del fondo stradale e l’assenza di traffico rendono questo breve tratto un autentico piacere per qualsiasi motociclista.
Le curve in successione si susseguono con naturalezza, adattandosi al profilo della sierra e offrendo una guida molto fluida. Tra i varchi del bosco compaiono di tanto in tanto splendidi scorci sui versanti che circondano la valle, mentre il silenzio e la sensazione di isolamento tornano a essere protagonisti.
Pur trattandosi di un tratto breve, conserva tutta l’essenza di questa parte di A Rota 18: strade secondarie ben tenute, natura praticamente intatta e un ritmo lento che invita a godersi ogni curva. Il contachilometri segna ormai più di 330 chilometri percorsi durante la tappa.
Al chilometro 333 di tappa arriviamo a un bivio dove dovremo mantenere la sinistra, concludendo il tratto.

Questo tratto percorre la N308 tra Ferreiros e Frades de Lomba, una strada secondaria che serpeggia in un paesaggio di dolci montagne e piccole valli. L’ottimo stato del manto stradale, unito al traffico scarso, consente di godersi una guida molto fluida, alternando curve di raggio medio a brevi rettilinei.
Il percorso attraversa i dintorni di Brito de Lomba e Frades de Lomba, due piccole frazioni dove le tradizionali case in pietra si inseriscono perfettamente in un ambiente dominato da boschi, prati e pendii ricoperti di vegetazione. È una zona molto tranquilla, lontana dalle grandi vie di comunicazione, dove è la natura a dettare ancora una volta il ritmo del viaggio.
Per diversi chilometri la strada accompagna il profilo della catena montuosa, offrendo continui cambi di direzione e una guida molto divertente. Con oltre 330 chilometri percorsi in questa tappa, questo tratto mantiene intatta l’essenza di A Rota 18: strade solitarie, paesaggi autentici e il piacere di scoprire angoli poco conosciuti del nord del Portogallo.

La N103-6 continua ad attraversare le montagne del nord-est portoghese tra piccoli villaggi di pietra e un paesaggio sempre più aspro. Dopo aver superato i dintorni di Revelhe, la strada mantiene un asfalto impeccabile e un tracciato molto divertente, alternando curve a velocità media a piccoli cambi di pendenza che rendono la guida particolarmente piacevole.
L’itinerario si snoda tra boschi, pendii coperti di macchia e tranquilli nuclei rurali come Cruz de Revelhe, dove si respira ancora l’atmosfera tradizionale di questa regione. Il traffico è appena percettibile, e questo permette di godersi appieno il silenzio, l’ambiente naturale e una strada progettata quasi esclusivamente per il piacere di guidare.
Negli ultimi chilometri il percorso si avvicina all’abitato di Soutelinho da Raia, dove il paesaggio comincia ad aprirsi leggermente prima di tornare in un contesto più abitato. A questo punto della tappa il contachilometri supera già i 350 kilómetros, a testimonianza di un’intensa giornata di scoperta lungo alcune delle strade più sconosciute e affascinanti del nord del Portogallo.
Il tratto termina in un incrocio a T dove dovrai svoltare a sinistra per continuare il percorso.

L’ultimo tratto di questa tappa ci porta lungo una delle strade più piacevoli del nord-est portoghese. La N103 e poi la M504 avanzano tra boschi, dolci montagne e piccole valli seguendo un tracciato ricco di curve fluide, ideali per godersi la guida mentre il paesaggio cambia a ogni chilometro.
Dopo aver lasciato Vinhais alle spalle, l’itinerario attraversa un ambiente naturale di enorme bellezza, passando nei pressi del fiume Tuela e accanto a piccoli villaggi come Castrelos, Portela e Grandais. Il traffico continua a essere molto scarso, permettendo di assaporare appieno il silenzio e la sensazione di viaggiare in una delle zone più autentiche e meno conosciute del Portogallo.
Poco a poco la strada comincia ad aprirsi e compaiono i primi segnali dell’arrivo a Bragança. Dopo quasi 400 chilometri di tappa, la soddisfazione di raggiungere la fine del percorso si mescola con l’emozione di scoprire una delle città storiche più importanti del paese.
Bragança è una magnifica ricompensa per chiudere in bellezza questa giornata. La sua imponente cittadella medievale, circondata da una delle cinte murarie meglio conservate del Portogallo, ospita un magnifico castello con il suo mastio, strette stradine acciottolate e edifici storici ricchi di fascino. Molto vicino merita una visita anche il moderno Centro de Arte Contemporânea Graça Morais e il Museo Iberico della Maschera e del Costume, dedicato alle tradizionali feste invernali della regione. Passeggiare nel suo centro storico e gustare l’eccellente gastronomia transmontana è il modo migliore per celebrare la fine di questa indimenticabile tappa di A Rota 18.
