
La tappa inizia lasciandosi alle spalle il cuore di Lisbona per seguire il corso del fiume Tago lungo la IC2 in direzione nord. In questi primi chilometri la guida è facile e scorrevole, lungo un’ampia arteria urbana dove il traffico è di solito il protagonista principale. Il fondo stradale è largo e comodo, e permette di avanzare con tranquillità mentre il paesaggio cambia poco a poco da un contesto più urbano ad aree sempre più aperte.
Alla nostra destra, il Tago accompagna buona parte del percorso. La vicinanza dell’acqua regala una piacevole sensazione di ampiezza, mentre la brezza umida addolcisce l’aria e lascia nell’atmosfera un lieve profumo salmastro proveniente dall’immenso estuario. Il suono del traffico domina ancora su quello del motore, anche se a poco a poco la città comincia a restare alle spalle e la sensazione di viaggio diventa sempre più evidente.
L’itinerario corre accanto al Parque do Tejo e continua costeggiando la riva, attraversando una zona di transizione in cui convivono grandi infrastrutture, spazi verdi e quartieri residenziali. È un tratto pensato per uscire da Lisbona in modo graduale, senza fretta, lasciando che il trambusto urbano svanisca mentre la strada ci conduce verso paesaggi molto più tranquilli che appariranno nei chilometri successivi.
Il tratto termina approssimativamente al chilometro 21,5 della tappa, dove lasciamo la IC2 per immetterci sulla strada N115-1. Il cambio avviene a un incrocio, dove dobbiamo lasciare la via principale e prendere la deviazione segnalata verso la N115-1, iniziando così la parte successiva del percorso.

Dopo aver lasciato la IC2 ci immettiamo sulla N115-1, una strada che comincia a allontanarci definitivamente dall’ambiente più urbano di Lisbona. Il tracciato disegna un’ampia curva costeggiando il Parque Urbano de Santa Iria de Azóia, offrendo una guida tranquilla e senza complicazioni, ideale per lasciarsi alle spalle il traffico intenso della capitale e iniziare a godersi il viaggio con un ritmo più disteso.
Per questi pochi chilometri la strada serpeggia dolcemente tra quartieri residenziali e spazi aperti, mantenendo un andamento fluido e una buona visibilità. La vicinanza del parco introduce una piacevole sensazione di ampiezza all’interno di un contesto ancora molto urbanizzato, mentre il rumore della città comincia a passare in secondo piano man mano che ci allontaniamo dall’estuario del Tago.
È un breve tratto di transizione, in cui la moto trova pian piano un ritmo più naturale. Le ampie curve invitano a guidare con dolcezza, senza fretta, preparando il terreno per le strade più divertenti che compariranno man mano che la tappa avanza. Il paesaggio conserva ancora un marcato carattere urbano, anche se ogni chilometro ci avvicina un po’ di più al Portogallo rurale che sarà protagonista di gran parte della giornata.
Il tratto termina a un incrocio dove dobbiamo lasciare la N115-1 per immetterci sulla strada N115-5, proseguendo l’itinerario su questa nuova via verso il tratto successivo.

La N115-5 ci conduce per pochi chilometri in un contesto in cui convivono aree industriali, piccoli centri abitati e alcune zone residenziali. La strada mantiene un tracciato praticamente rettilineo, con ampie curve dal raggio dolce che consentono una guida comoda e rilassata. È un tratto pensato per avanzare senza complicazioni, lasciando la città definitivamente alle spalle.
Il percorso attraversa le immediate vicinanze del Parque Industrial do Arneiro e del Parque Industrial da Granja. Anche se il paesaggio conserva un marcato carattere urbano, gli spazi aperti iniziano a guadagnare importanza e la sensazione di aver intrapreso un vero viaggio si fa via via più evidente. Il traffico tende a concentrarsi agli accessi delle diverse aree industriali, perciò conviene mantenere una guida attenta agli immissioni e agli incroci.
La strada presenta appena qualche difficoltà tecnica e permette di godere di una andatura costante, collegando lievi cambi di direzione su un fondo che invita a procedere con tranquillità. Poco a poco il rumore tipico della periferia perde intensità e il suono del motore comincia a diventare il vero compagno di viaggio, anticipando le strade più tranquille che incontreremo man mano che ci allontaneremo dall’area metropolitana di Lisbona.
Il tratto termina a un incrocio dove dobbiamo svoltare a destra.

La N115 continua ad allontanarci dall’area metropolitana di Lisbona con un tracciato molto più aperto. La strada avanza disegnando ampie curve tra spazi aperti, lasciando da parte l’autostrada A9 e attraversando un contesto in cui la presenza di edifici diventa sempre più rada. La guida è comoda e fluida, con un fondo che invita a mantenere un ritmo costante mentre la sensazione urbana resta definitivamente alle spalle.
Il percorso presenta appena cambi di direzione bruschi e permette di godersi una successione di curve dolci che seguono il profilo del terreno. La vicinanza della A9 ricorda che ci troviamo ancora alla periferia della capitale portoghese, anche se la strada scelta evita le grandi arterie veloci per cercare un itinerario molto più piacevole e disteso.
Man mano che andiamo avanti, i centri residenziali restano separati da zone più aperte e la circolazione tende a farsi più tranquilla. Il suono del traffico perde importanza e il motore comincia a dettare il ritmo del viaggio, regalando quella piacevole sensazione che l’avventura sia davvero iniziata. È un tratto breve, ma serve da transizione verso strade sempre più interessanti per il motociclista.
Il tratto si conclude all’arrivo nella località di Bucelas. All’ingresso del centro abitato troveremo un incrocio in cui dovremo proseguire seguendo le indicazioni per Bucelas per collegarci al tratto successivo dell’itinerario.

Lasciandoci Bucelas alle spalle, il carattere del percorso comincia a cambiare del tutto. La M528 ci accoglie con una strada molto più stretta e tranquilla, dove il ritmo non è più dettato dal traffico ma dal tracciato stesso. L’asfalto si insinua tra piccoli muretti in pietra, scarpate coperte di vegetazione e appezzamenti agricoli, collegando curve dolci che invitano a godersi la guida senza fretta. Il rumore della città è svanito e ora è il motore ad accompagnare il silenzio della campagna.
Man mano che avanziamo compaiono piccoli villaggi come Adoseiros o Várzea, dove la strada attraversa l’abitato prima di tornare a inoltrarsi tra colline dai dolci pendii. Il paesaggio è punteggiato di eucalipti, macchia e aree coltivate, mentre l’aria si fa più fresca e pulita, con quel caratteristico profumo di vegetazione che annuncia che abbiamo ormai lasciato definitivamente alle spalle l’area metropolitana di Lisbona.
La guida risulta particolarmente piacevole grazie a una successione di curve ampie e ben collegate che seguono il profilo naturale del terreno. In alcuni punti si aprono splendidi panorami sui pendii che circondano la strada, offrendo una piacevole sensazione di ampiezza. Bucelas, punto di partenza di questo tratto, è inoltre una località strettamente legata alla coltivazione della vite e famosa per i suoi vini bianchi, un dettaglio che aiuta a comprendere il carattere agricolo di tutta questa zona.
Il tratto termina all’arrivo a un incrocio in cui dobbiamo lasciare la M528 proseguendo.

La M1128 inizia con una piacevole successione di curve che si adattano al rilievo delle dolci colline di questa zona. È una strada stretta, a doppio senso e con un buon manto stradale, che invita a guidare con precisione, collegando ogni curva con naturalezza. Su entrambi i lati compaiono pendii coperti di vegetazione e piccoli terrazzamenti, che rafforzano la sensazione di essere entrati definitivamente nel Portogallo più rurale.
L’ambiente trasmette calma. L’aria arriva pulita, con il profumo dell’erba e della vegetazione che ricopre le colline, mentre il silenzio della campagna è rotto solo dal suono del motore che accompagna il dolce ondeggiare della strada. Il traffico è in genere scarso, permettendo di godersi ogni curva con un ritmo rilassato e senza fretta.
In appena un chilometro la strada sale leggermente fino a raggiungere le prime case di Carvalha. Il piccolo nucleo appare in modo discreto tra le ondulazioni del terreno, mantenendo quell’atmosfera tranquilla e rurale che caratterizza questa zona. È un tratto breve, ma sufficiente per confermare che il percorso ha lasciato alle spalle l’ambiente urbano e comincia a offrire strade molto più attraenti per il motociclista.

Lasciamo Carvalha alle spalle lungo una stretta strada locale che ci immerge subito in un paesaggio di dolci colline ricoperte di vegetazione. L’asfalto, in buone condizioni anche se piuttosto stretto, impone un ritmo tranquillo, collegando ampie curve che seguono fedelmente l’orografia del terreno. È una strada pensata per godersi la guida con calma, prestando attenzione a ogni cambio di direzione.
Le prime curve ci regalano un bel panorama sulla valle che abbiamo appena lasciato. La strada scende dolcemente tra cespugli, piccoli appezzamenti e alberi sparsi, mentre l’aria porta con sé il profumo dell’erba e della terra riscaldata dal sole. Si sente appena altro oltre al motore della moto e al canto degli uccelli che abitano questi pendii, rafforzando la piacevole sensazione di isolamento.
Poco dopo compaiono le prime case di Louriceira de Baixo, un piccolo nucleo rurale perfettamente integrato nel paesaggio. La strada si restringe leggermente avvicinandosi alle abitazioni, costringendoci a moderare la velocità mentre attraversiamo questo tranquillo angolo dell’entroterra portoghese. Sono appena poche centinaia di metri, ma sufficienti per apprezzare l’autenticità di questi piccoli villaggi che punteggiano il percorso.

La strada continua ad avanzare tra dolci colline, seguendo un tracciato molto piacevole da guidare. L’asfalto, stretto ma in buone condizioni, mette in successione curve ampie e piccoli cambi di pendenza che permettono di godersi un ritmo tranquillo, sempre circondati da un paesaggio di prati, coltivi e pendii ricoperti di vegetazione. Man mano che prendiamo un po’ di quota, si aprono splendide vedute sulla valle, invitando di tanto in tanto ad alzare lo sguardo per ammirare l’ambiente circostante.
L’itinerario ci conduce a Sabugos, un piccolo borgo che attraversiamo lungo la sua strada principale. Le case bianche, i muretti in pietra e la tranquillità del luogo trasmettono l’essenza del Portogallo rurale. Il profumo della vegetazione e dei campi vicini accompagna il percorso, mentre l’unico suono che rompe il silenzio è quello del motore che rimbomba tra le abitazioni.
Lasciando Sabugos, la strada inizia una dolce discesa tra appezzamenti agricoli e piccole fattorie sparse. Le curve continuano a susseguirsi con naturalezza fino a raggiungere Zambujeiro, un altro piccolo centro che conserva la stessa atmosfera pacata. Da qui si intuisce già la vicinanza della valle del rio Grande, che aggiunge un tocco di freschezza al paesaggio prima di affrontare gli ultimi metri del tratto.
L’itinerario termina a Pontes de Monfalim, una piccola località il cui nome richiama i ponti che storicamente permettevano di superare il rio Grande.

Dopo esserci immessi sulla M534, lasciamo alle spalle Pontes de Monfalim per proseguire su una strada secondaria che conserva il piacevole carattere degli ultimi chilometri. Il fondo è in buone condizioni e il tracciato alterna dolci rettilinei a ampie curve che permettono di viaggiare con comodità, attraversando un paesaggio dominato da piccole aziende agricole, uliveti e vegetazione mediterranea.
I primi metri scorrono tra le ultime case dell’abitato, prima di tornare a immergerci in un ambiente aperto e tranquillo. L’aria profuma di campagna e di terra secca, mentre il suono del motore si mescola al canto degli uccelli che abitano queste dolci colline. Il traffico è scarso, il che permette di godersi appieno il ritmo lento che offre questa strada.
Poco dopo attraversiamo i piccoli villaggi di Eira Velha e Fetais dos Pretos, dove le abitazioni tradizionali si affacciano sulla strada. Il percorso continua a salire molto dolcemente fino ad avvicinarci a Liberdade, un piccolo nucleo dove conviene rallentare. Da qui i panorami si riaprono sul paesaggio ondulato che caratterizza questa zona, offrendo una piacevole sensazione di ampiezza.
Il tratto termina all’arrivo a Calçada. Prima di entrare nella località troviamo un incrocio dove svolteremo a sinistra in direzione di Freiria e Cadafais.

La N115-3 continua a guidarci attraverso un paesaggio di dolci colline e campi aperti, seguendo una strada con un buon manto e larghezza sufficiente per godersi una guida rilassata. Il tracciato presenta ben poche complicazioni, collegando lunghe curve ad ampio raggio che permettono di mantenere un ritmo costante mentre l’orizzonte si apre su una campagna sempre più estesa.
I margini della strada sono fiancheggiati da praterie, piccoli coltivi e alberi sparsi, tra i quali spicca qualche vecchio ulivo che sembra osservare da decenni il passaggio dei viaggiatori. L’aria conserva quel gradevole profumo di campagna che ci accompagna da quando abbiamo lasciato l’area di Lisbona, mentre il silenzio è rotto solo dal suono uniforme del motore e dal canto degli uccelli che sorvolano queste colline.
Poco a poco compaiono le prime case di Lajes da Freiria, un piccolo nucleo rurale di strade tranquille e abitazioni tradizionali che annunciano l’arrivo alla fine del tratto. La strada attraversa il paese con dolcezza, invitando a rallentare e a godersi l’atmosfera quieta che caratterizza questi villaggi dell’entroterra portoghese.
Il tratto termina a un incrocio dove dobbiamo fermarci davanti a un segnale di STOP. Lì svolteremo a destra seguendo le indicazioni per Rainha.

Dopo aver lasciato Lajes da Freiria, la N115 dispiega uno dei primi grandi tratti fatti per godersi la guida. La strada acquista continuità e inizia ad alternare curve ampie a lunghi rettilinei, adattandosi con dolcezza a un paesaggio di colline ondulate, vigneti, coltivazioni e piccoli boschetti. Il manto stradale è in ottime condizioni e la larghezza della carreggiata permette di mantenere un’andatura confortevole, rendendo ogni chilometro particolarmente piacevole in moto.
Durante i primi chilometri attraversiamo piccoli villaggi come Palhacana, dove la strada passa tra case tradizionali prima di riaprirsi di nuovo alla campagna. La successione di dolci salite e discese offre splendidi panorami sulle valli vicine, mentre il profumo della vegetazione e delle coltivazioni accompagna il percorso. Il suono del motore rimbalza dolcemente tra i versanti, diventando l’unico compagno di viaggio su una strada con pochissimo traffico.
L’itinerario prosegue passando accanto a vigneti e aziende agricole che rivelano l’importanza della viticoltura in questa zona. La N115 collega curve veloci e ben disegnate con altre un po’ più strette, quanto basta per mantenere la guida divertente senza mai chiedere troppo al pilota. È una strada che invita a godersi il paesaggio tanto quanto il puro piacere di guidare.
Lungo il percorso attraversiamo piccoli centri come Vila Verde dos Francos, dove vale la pena notare la chiesa parrocchiale che domina la località, uno di quei discreti elementi patrimoniali che compaiono spesso nei villaggi dell’interno portoghese. Il percorso continua passando per villaggi come Rechaldeira prima di avvicinarsi a Casais de Santo André, mantenendo sempre quell’atmosfera tranquilla e rurale che caratterizza questa zona.
Quando raggiungiamo circa settantacinque chilometri di tappa, è già evidente che il viaggio ha lasciato definitivamente alle spalle l’ambiente urbano di Lisbona. Il paesaggio è ormai completamente agricolo e le strade secondarie iniziano a mostrare il vero carattere di A Rota 18, alternando villaggi ricchi di fascino e lunghi tratti dove godersi il silenzio, la natura e una guida rilassata.
Il tratto termina in un incrocio nei dintorni di Casais de Santo André, dove dobbiamo abbandonare la N115 seguendo la deviazione segnalata che marca l’inizio del tratto successivo del percorso.

Il tratto seguente lascia la N115 per addentrarsi in una tranquilla strada locale che serpeggia tra piccoli villaggi e dolci colline. Fin dai primi metri il paesaggio torna a essere dominato da vigneti, campi coltivati e boschetti di pini ed eucalipti, creando un contesto molto piacevole per procedere senza fretta. Il manto stradale è in buone condizioni e la strada, di larghezza contenuta, invita a godersi una guida rilassata, alternando curve morbide e piccoli rettilinei.
L’itinerario attraversa Vila Nova e prosegue verso Ermeira, due piccole località dove la vita sembra scorrere a un ritmo diverso. Le case tradizionali si mescolano alle aziende agricole e l’aria si impregna del profumo della vegetazione e dei campi che circondano la strada. Il silenzio viene rotto solo dal rumore del motore e dal canto degli uccelli che accompagnano buona parte del percorso.
Man mano che avanziamo, il rilievo diventa leggermente più ondulato e cominciano ad aprirsi belle vedute sulle valli vicine. Il tracciato alterna piccole discese e salite che rendono la guida più interessante senza perdere quel carattere tranquillo che definisce questa prima parte della tappa. La presenza di vigneti e coltivazioni ricorda che stiamo attraversando una comarca strettamente legata all’attività agricola.
Gli ultimi chilometri ci avvicinano ad Abrigada, una località più grande delle precedenti, adagiata tra pendii coperti di vegetazione. Le sue strade e i suoi edifici annunciano l’arrivo in un centro più animato prima di proseguire verso l’interno. Se il tempo lo consente, vale la pena alzare lo sguardo per contemplare le colline che circondano il paese e che accompagneranno gran parte del percorso nei chilometri successivi.
Il tratto termina a un incrocio a T, dove dobbiamo svoltare a destra per immetterci sulla strada N115-1 e continuare a seguire l’itinerario del percorso.

La N115-1 continua ad avanzare tra un paesaggio ondulato in cui si alternano piccoli gruppi di pini ed eucalipti con praterie, coltivi e fattorie sparse. La strada presenta un manto stradale in ottimo stato e una larghezza generosa che permette di godersi una guida fluida, alternando curve di ampio raggio a rettilinei che invitano a contemplare il paesaggio senza perdere il piacere di guidare.
Dopo aver lasciato alle spalle Abrigada, il percorso attraversa piccoli villaggi come Rochaforte e Casais do Meio, dove le case tradizionali appaiono circondate da campi e giardini. L’atmosfera è pienamente rurale. L’aria arriva impregnata del profumo della vegetazione e dei boschi vicini, mentre il fruscio del vento tra gli alberi accompagna il suono costante del motore.
Man mano che proseguiamo, la strada si addentra per alcuni chilometri tra zone boscose dove eucalipti e pini offrono piacevoli zone d’ombra sull’asfalto. Il tracciato diventa leggermente più divertente grazie a una successione di curve dolci che seguono le ondulazioni del terreno, offrendo una guida rilassata ma molto appagante. Di tanto in tanto il bosco si apre lasciando spazio a piccoli scorci panoramici sulle colline che caratterizzano questa zona del Portogallo occidentale.
Negli ultimi chilometri ricompaiono i vigneti e le aziende agricole prima di avvicinarci a Cercal. La strada riprende un andamento più rettilineo e attraversa i primi edifici della località, dove l’atmosfera torna un po’ più vivace senza perdere il carattere tranquillo dei paesi dell’interno.
Con quasi novanta chilometri percorsi dalla partenza da Lisbona, la trasformazione del paesaggio è ormai completa. La grande città è ormai molto lontana e il percorso si svolge adesso su strade secondarie che permettono di scoprire un Portogallo molto più autentico, lento e piacevole da percorrere su due ruote.
Il tratto termina all’arrivo a Cercal, dove dobbiamo proseguire lungo la strada principale attraversando la località per collegarci alla tappa successiva dell’itinerario.

La N366 lascia Cercal alle spalle su una strada ampia e ben asfaltata, dal tracciato molto scorrevole. I primi metri si snodano tra le ultime abitazioni del paese, prima di entrare in un contesto aperto, dove piccoli poderi agricoli e alberi sparsi accompagnano il percorso. La guida è comoda e rilassata, con curve dal raggio ampio che permettono di mantenere un’andatura costante senza quasi alcuno sforzo.
Il percorso attraversa una zona prettamente agricola, dove i campi si alternano a macchie di alberi che regalano piacevoli zone d’ombra sulla strada. L’aria conserva il profumo della vegetazione e della terra coltivata, mentre il traffico resta scarso, permettendo di godere del suono del motore e dell’atmosfera tranquilla che caratterizza questa parte del Portogallo occidentale.
Prima di arrivare ad Alcoentre attraversiamo, tramite una piccola rotatoria, il corridoio della IC2, una delle principali vie di comunicazione del Paese. Tuttavia, il percorso evita di immettersi su di essa e resta fedele alle strade secondarie, cercando sempre l’itinerario più piacevole per il motociclista.
Gli ultimi chilometri ci portano ad Alcoentre lungo un ampio viale fiancheggiato da alberi e abitazioni tradizionali. Questa località è nota per ospitare lo storico Palacio-Presidio de Alcoentre, un edificio che per decenni ha funzionato come prigione e che fa parte della storia contemporanea del Portogallo. È uno di quei luoghi che aggiungono una sfumatura storica interessante al percorso.
Il tratto termina attraversando Alcoentre, proseguendo poi lungo la strada principale per collegarsi con la tappa successiva del percorso.

Uscendo da Alcoentre, la M511 ci riporta in un paesaggio pienamente rurale. Lasciamo alle spalle le ultime case della località e iniziamo una dolce salita tra vigneti perfettamente allineati, piccoli appezzamenti agricoli e colline coperte di vegetazione. La strada mantiene un buon fondo e una larghezza sufficiente per godersi una guida rilassata, alternando ampie curve a brevi rettilinei che permettono di ammirare l’ambiente circostante.
Il tracciato attraversa una zona in cui la vite ha un ruolo da protagonista. I filari di vigneti accompagnano gran parte del percorso, alternandosi a pinete ed eucalipti che, a tratti, avvolgono la strada con il loro caratteristico aroma. L’aria è pulita e fresca, mentre il fruscio del vento tra gli alberi e il suono del motore creano una piacevole colonna sonora per questo tratto.
Man mano che procediamo, la strada acquista fluidità e attraversa piccole aree boscose che offrono piacevoli zone d’ombra prima di riaprirsi su campi coltivati. Il percorso presenta dolci ondulazioni che rendono la guida divertente senza richiedere troppo, permettendo di godersi il paesaggio con tranquillità. È uno di quei tratti in cui risulta facile lasciarsi portare dal ritmo della strada.
Gli ultimi chilometri ci avvicinano a Manique do Intendente, una località con un interessante passato storico legato al Marchese di Pombal, che ne promosse lo sviluppo nel XVIII secolo. Avvicinandoci al centro abitato, iniziano a comparire le prime abitazioni e la strada si trasforma in un attraversamento urbano, dove conviene moderare la velocità per godersi l’atmosfera del paese.
Con poco più di cento chilometri percorsi dalla partenza da Lisbona, la tappa ha già mostrato gran parte della varietà dell’interno portoghese. Le strade secondarie, i piccoli villaggi e il paesaggio agricolo sono diventati i veri protagonisti del viaggio, lasciandosi definitivamente alle spalle il fermento della capitale.
La tappa termina a Manique do Intendente,

Prima di lasciare Manique do Intendente vale la pena fermare la moto per qualche minuto davanti all’imponente Palácio de Pina Manique. La sua monumentale facciata neoclassica, dominata dalla chiesa integrata nell’edificio stesso e coronata da numerosi nidi di cicogna, costituisce uno degli insiemi architettonici più sorprendenti dell’ovest del Portogallo. Anche se non fu mai completato, questo palazzo del XVIII secolo resta il grande simbolo della località e un luogo che merita senz’altro una foto prima di proseguire l’itinerario.
Lasciato alle spalle il centro abitato, la strada torna a immergersi in un paesaggio tranquillo fatto di dolci colline, coltivi e piccoli lembi di pineta. Il fondo stradale continua a essere eccellente e la via, stretta ma comoda, alterna curve ampie a piccoli rettilinei che permettono di godersi una guida rilassata. L’aria porta con sé il profumo degli eucalipti e della vegetazione che accompagna il percorso, mentre il mormorio del vento sostituisce definitivamente il brusio dei paesi.
L’itinerario attraversa piccoli villaggi come Arrifana e Arrouquelas, dove le case tradizionali appaiono sparse tra orti e appezzamenti agricoli. La strada serpeggia dolcemente seguendo il profilo del terreno, offrendo una guida molto piacevole e un paesaggio che alterna zone aperte a piccoli boschi capaci di regalare piacevoli ombre durante le giornate più calde.
Man mano che avanziamo, l’ambiente diventa sempre più rurale. I lunghi rettilinei si combinano con curve ampie che invitano a mantenere un ritmo costante, godendosi sia la guida sia la quiete del paesaggio. Con poco più di un centinaio di chilometri percorsi da Lisbona, la tappa è ormai pienamente immersa nel Portogallo interno, dove le strade secondarie mostrano il loro lato più autentico.
Il tratto si conclude all’arrivo a Ribeira de São João, dove proseguiamo lungo la strada principale attraversando la località per collegarci al tratto successivo del percorso.

La N114 lascia Ribeira de São João per offrire uno dei tratti più piacevoli di questa prima parte della tappa. La strada si snoda tra dolci colline, collegando ampie curve e piccoli saliscendi che mantengono un ritmo di guida molto gradevole. Il fondo stradale è in condizioni eccellenti e la larghezza della carreggiata permette di affrontare ogni curva in totale sicurezza, mentre il paesaggio alterna campi coltivati, vigneti, pinete e macchie di eucalipti.
Per gran parte del percorso l’aria si impregna del profumo della vegetazione e dei campi che costeggiano la strada. Il suono del motore accompagna il fruscio del vento tra gli alberi e il traffico è quasi assente, il che permette di godersi pienamente una di quelle strade secondarie che sembrano fatte apposta per essere percorse su due ruote. I piccoli centri di Freiria, Azambujeira e Perofilho si susseguono in modo naturale, conservando l’atmosfera tranquilla e rurale che caratterizza questa regione.
Man mano che ci avviciniamo alla fine del tratto, il paesaggio comincia a cambiare. Le zone agricole lasciano poco a poco spazio a un contesto più urbano e la circolazione aumenta leggermente, segno inequivocabile che ci stiamo avvicinando a una delle più importanti città storiche del Portogallo. Dalla strada si intuisce già la posizione elevata di Santarém, adagiata su un impressionante dirupo che domina l’ampia valle del Tago.
Santarém è conosciuta come la Capitale del Gotico Portoghese e rappresenta uno dei grandi punti di riferimento culturali di tutta A Rota 18. Se il tempo è favorevole, vale la pena dedicare un po’ di tempo a percorrere il suo magnifico centro storico e visitare alcuni dei suoi monumenti più emblematici, come la Sé Catedral, la Igreja da Graça, dove riposano i resti di Pedro Álvares Cabral, la Igreja de Marvila, famosa per la spettacolare decorazione in azulejos, o la Igreja de São João de Alporão. Non conviene andarsene senza fare una sosta al Jardim das Portas do Sol, uno straordinario belvedere situato sopra le antiche mura da cui si gode uno dei panorami migliori sulla valle del Tago.
Con circa un terzo della tappa già percorso, Santarém rappresenta un ottimo luogo per fare una pausa, prendere un caffè o persino pranzare prima di proseguire il viaggio. La sua ricchezza monumentale e la sua posizione privilegiata fanno sì che valga la pena fermare la moto e passeggiare per qualche minuto per le sue strade.

Lasciando Santarém lungo la N365, la strada scende dallo sperone su cui sorge la città per inoltrarsi nella sterminata pianura della valle del Tago. Il paesaggio cambia radicalmente. Le colline scompaiono e inizia un percorso praticamente piatto, dove l’orizzonte sembra non finire mai. Il fondo stradale è eccellente e l’andamento molto scorrevole, alternando lunghi rettilinei a curve così morbide da richiedere appena una lieve correzione della traiettoria.
Ai due lati compaiono estesi campi coltivati, vigneti e fertili pianure alluvionali alimentate dal Tago, la cui presenza ci accompagna per buona parte del tragitto. L’aria assume un profumo diverso, un mix di terra lavorata, erba appena cresciuta e umidità proveniente dal grande fiume. Il silenzio della pianura viene rotto solo dal suono costante del motore e dal vento che soffia libero sui campi aperti.
L’itinerario attraversa i dintorni della Reserva Natural do Paul do Boquilobo, uno degli spazi protetti più importanti del Portogallo e dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO. Questa zona umida costituisce un autentico paradiso per gli uccelli acquatici, per cui non è strano osservare cicogne, aironi o numerose specie di uccelli che sorvolano le aree allagate vicino al fiume.
La guida continua a essere rilassata mentre lasciamo alle spalle piccole località come Póvoa da Isenta, Vale de Figueira e Pombalinho. Il paesaggio agricolo domina completamente l’ambiente, offrendo una piacevole sensazione di ampiezza molto diversa da quella dei chilometri percorsi questa mattina. È una strada da godersi con ritmo tranquillo, lasciando che lo sguardo si perda all’orizzonte.
Gli ultimi chilometri ci avvicinano a Golegã, considerata la vera capitale portoghese del cavallo. Le sue strade, le piazze e le numerose coudelarias ricordano la profonda tradizione equestre della località, che ogni mese di novembre ospita la celebre Feira Nacional do Cavalo, il più importante evento ippico del Paese. Passeggiare nel centro permette di scoprire sculture equestri, cortili legati al mondo del cavallo e l’elegante Igreja Matriz de Golegã, uno degli edifici più rappresentativi del paese.
Con circa centosessanta chilometri percorsi, ci stiamo già avvicinando alla metà della tappa. Golegã è un luogo magnifico per fermarsi, riposare qualche minuto o gustare la gastronomia del Ribatejo prima di continuare il viaggio.

Lasciamo alle spalle Golegã sulla N243, una strada che abbandona poco a poco l’atmosfera equestre della località per tornare all’immensa pianura del Ribatejo. Il tracciato è ampio, il manto stradale è in ottime condizioni e la guida risulta comoda fin dai primi metri. La strada alterna lunghi rettilinei a curve dolci, permettendo di viaggiare con un ritmo rilassato mentre il paesaggio si riapre su estesi campi coltivati.
Nei primi chilometri attraversiamo la periferia dell’abitato prima di addentrarci in un contesto in cui predominano le aziende agricole e le coltivazioni che caratterizzano le fertili terre irrigate dal Tago. L’aria conserva un lieve profumo di terra lavorata e vegetazione, mentre il rumore del motore accompagna un percorso in cui il traffico è di solito scarso e poco fastidioso.
Man mano che avanziamo compaiono piccoli centri come Riachos e Corrêas, collegati da una strada che presenta appena qualche difficoltà e permette di godersi il paesaggio con tranquillità. Gli alberi allineati lungo alcuni tratti offrono piacevoli zone d’ombra, mentre le dolci ondulazioni del terreno spezzano la monotonia della pianura senza alterare il carattere rilassato della guida.
Riachos conserva un marcato carattere ferroviario, storicamente legato all’importante Linha do Norte che attraversa questa zona. Poco a poco cominciamo a percepire un’atmosfera più urbana, segno che ci stiamo avvicinando a Torres Novas, una delle località più importanti del centro del Portogallo.
Il tratto termina in una grande rotonda situata alle porte di Torres Novas. Lì dobbiamo prendere la prima uscita per proseguire sulla N349.

La N349 ci conduce per pochi chilometri attraverso un paesaggio che cambia di nuovo volto. Dopo aver lasciato alle spalle i dintorni di Torres Novas, la strada si restringe leggermente e comincia a serpeggiare tra pinete, lecci e una vegetazione molto più fitta rispetto ai tratti precedenti. Il fondo stradale continua a essere eccellente, e le ampie curve collegate tra loro rendono la guida particolarmente piacevole.
Le chiome degli alberi si avvicinano al bordo dell’asfalto creando piacevoli zone d’ombra, molto apprezzate nelle giornate più calde. Il profumo di pino e di macchia mediterranea sostituisce quello dei campi coltivati che ci hanno accompagnato da Santarém, mentre il silenzio del bosco è rotto soltanto dal rumore del motore e dal canto degli uccelli nascosti tra la vegetazione.
Anche se si tratta di un tratto breve, la strada offre un percorso divertente, con curve di raggio medio che seguono il profilo del terreno e obbligano a raccordare ogni piega con dolcezza. Sono quei chilometri che si gustano più per le sensazioni che trasmettono che per la distanza percorsa, offrendo una piccola pausa prima di attraversare di nuovo nuovi centri abitati.
Con poco più di centosettanta chilometri percorsi, ci troviamo molto vicini al traguardo della tappa. Il paesaggio continua a trasformarsi poco a poco, dimostrando l’enorme varietà di ambienti che offre questa giornata tra Lisbona e l’interno del Portogallo.
Il tratto termina a un incrocio dove, dopo uno STOP, svolteremo a destra per raggiungere la N358.

La N358 ci offre uno dei tratti più lunghi e vari dell’intera giornata. Fin dai primi chilometri la strada alterna lunghi rettilinei a una successione di curve ampie che seguono con naturalezza le ondulazioni del terreno. Il fondo è eccellente e la larghezza della carreggiata consente di mantenere un ritmo molto piacevole, trasformando questo percorso in un vero piacere per qualsiasi motociclista.
Il paesaggio cambia continuamente. Lasciamo alle spalle piccoli villaggi e zone agricole per attraversare campi coltivati, oliveti e pinete, mentre la strada si avvicina in più punti alla A13 senza perdere mai il fascino delle strade secondarie. L’aria profuma di resina di pino, di macchia mediterranea e di terra coltivata, mentre il vento accompagna il suono uniforme del motore per molti chilometri praticamente privi di traffico.
Lungo il percorso attraversiamo piccole località come Fungalvaz, Chãos e Vale de Chãos, dove la strada si trasforma brevemente in attraversamento urbano prima di tornare a inoltrarsi tra boschi e dolci colline. Il tracciato mantiene un ritmo molto divertente, alternando curve veloci ad altre un po’ più strette, sempre su un asfalto che trasmette fiducia e permette di godersi appieno la guida.
Uno dei grandi protagonisti di questo tratto è il Castelo do Bode. La strada corre molto vicino a questo enorme bacino artificiale formato dal fiume Zêzere, uno dei più grandi del Portogallo e noto per la straordinaria qualità delle sue acque e per lo spettacolare paesaggio creato dai suoi innumerevoli bracci tra le montagne. In più punti si aprono splendidi scorci sull’acqua, offrendo una piacevole sensazione di freschezza che contrasta con il caldo dell’entroterra durante i mesi estivi.
Con più di duecento chilometri percorsi, questo è un ottimo momento per valutare una sosta, se non l’abbiamo ancora fatta. L’area del bacino e le piccole località vicine offrono luoghi tranquilli dove riposare per qualche minuto prima di affrontare la seconda metà della tappa.
Negli ultimi chilometri la strada torna a inoltrarsi tra le pinete, collegando curve molto scorrevoli che invitano a continuare a godersi la guida fino a raggiungere la fine del tratto. La tranquillità dell’ambiente, il profumo del bosco e la qualità dell’asfalto rendono questo percorso uno dei più piacevoli dell’intera giornata.
Il tratto termina a un incrocio dove dobbiamo proseguire diritto per imboccare la strada M546-2.

La M546-2 mantiene lo splendido livello dei chilometri precedenti. Anche se si tratta di un tratto breve, la strada offre un tracciato molto piacevole, con curve ampie e perfettamente raccordate che invitano a godersi una guida fluida. Il fondo stradale è in ottime condizioni e l’ambiente è ancora dominato da pinete, eucalipti e dolci colline coperte di vegetazione.
La sensazione di tranquillità è assoluta. L’aroma di resina e macchia accompagna l’intero percorso, mentre il suono del motore si mescola al vento che attraversa il bosco. Il traffico continua a essere molto scarso, permettendo di godersi ogni curva con la sensazione di avere la strada praticamente tutta per noi.
In pochi minuti raggiungiamo le prime case di Monte Almeirim. La strada attraversa con naturalezza questa piccola località, passando accanto a abitazioni tradizionali prima di riaprirsi leggermente tra aree verdi e piccoli appezzamenti agricoli. È uno di quei paesi tranquilli in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, perfettamente integrato nel paesaggio che lo circonda.
Gli ultimi metri mantengono lo stesso carattere rilassato, collegando un’ultima curva prima di raggiungere la fine del tratto. Con più di duecentoquindici chilometri percorsi, abbiamo ormai superato chiaramente la metà della tappa e ci addentriamo in una zona in cui le strade secondarie continuano a essere le vere protagoniste del viaggio.

Anche se supera di poco il chilometro di lunghezza, questo piccolo tratto della M548-2 mantiene intatta l’essenza delle strade che abbiamo goduto negli ultimi chilometri. L’asfalto è ancora in ottime condizioni e la strada collega un paio di curve dolci tra pinete e pendii ricoperti di vegetazione, offrendo una guida fluida e molto piacevole.
Il bosco torna ad avvolgere il percorso con il caratteristico profumo di pini ed eucalipti. L’aria è fresca anche nelle giornate calde, mentre il silenzio viene rotto soltanto dal suono del motore e dal vento che accompagna ogni curva. La breve lunghezza del tratto non impedisce di godere di quella piacevole sensazione di viaggiare completamente immersi nella natura.
Piano piano la strada si allarga e il paesaggio comincia ad aprirsi, annunciando la vicinanza di un centro abitato. Le ultime curve sfociano nei dintorni di Valongo, dove riappaiono la segnaletica e i primi accessi ad altre strade, preparando il cambio di scenario che troveremo nel tratto successivo.
Al chilometro 218 della tappa arriviamo a un incrocio a T dove svolteremo a sinistra.

La N244-3 continua a offrirci una delle strade più divertenti dell’intera tappa. Fin dai primi metri il tracciato si adatta al profilo delle colline, alternando curve ampie ad altre un po’ più strette su un asfalto impeccabile. La guida è molto dinamica, ma sempre fluida, e permette di godersi ogni piega mentre il paesaggio alterna pinete, eucalipti e piccoli radure dove compaiono coltivazioni e abitazioni sparse.
Man mano che avanziamo, la strada sale e scende dolcemente seguendo l’orografia del terreno. Il bosco avvolge gran parte del percorso e il profumo della resina si mescola a quello della vegetazione mediterranea. Il silenzio dell’ambiente, interrotto soltanto dal rumore del motore e dal vento tra gli alberi, rende questo tratto uno di quei luoghi in cui la guida si vive con tutti e cinque i sensi.
L’itinerario attraversa piccoli borghi come Ribeira e Porto da Igreja, dove per qualche istante la strada diventa una traversata abitata prima di tornare a inoltrarsi tra colline coperte di bosco. Da alcuni punti elevati si aprono splendidi panorami sulle valli vicine, permettendo di apprezzare la successione di rilievi che caratterizza questa parte del Portogallo centrale.
La strada mantiene un ritmo molto vario per tutto il percorso, alternando curve veloci a piccoli cambi di pendenza che rendono la guida particolarmente divertente senza mai risultare impegnativa. È uno di quei tratti che invitano a dimenticare l’orologio e a lasciarsi trasportare dal piacere di una curva dopo l’altra.
Con più di duecentotrenta chilometri percorsi, abbiamo ormai superato nettamente la metà della tappa. Da qui in avanti il paesaggio diventa sempre più montuoso, anticipando alcuni dei tratti più suggestivi del percorso fino a Porto.
Il tratto termina all’arrivo a Chão de Codes, dove proseguiamo sulla strada principale per collegarci con il tratto successivo dell’itinerario.

La N244 continua ad addentrarsi in un paesaggio sempre più montuoso, dove le dolci pianure della valle del Tago hanno lasciato il posto a una successione di colline coperte da pinete ed eucalipti. Il fondo stradale è eccellente e il tracciato diventa molto più dinamico, alternando ampie curve ad altre di raggio medio che seguono fedelmente l’andamento del terreno. È un tratto che invita a godersi la guida con calma, cercando la traiettoria perfetta in ogni curva.
Per buona parte del percorso il bosco avvolge completamente la strada. Il profumo della resina, della macchia e della terra calda accompagna ogni chilometro, mentre il vento muove le chiome degli alberi creando un piacevole fruscio che si mescola al suono del motore. Il traffico resta scarso e permette di godersi appieno una delle strade più piacevoli di questa seconda metà della tappa.
Man mano che avanziamo compaiono piccoli nuclei come Revota e Pereiro, dove la strada attraversa brevemente alcune abitazioni prima di tornare a inoltrarsi tra i pini. Il tracciato alterna dolci discese e lievi salite che mantengono la guida divertente senza diventare impegnativa, offrendo continue vedute sulle colline che si estendono su entrambi i lati del percorso.
Gli ultimi chilometri ci avvicinano a Mação, una cittadina con una lunga storia legata all’Ordine di Malta e considerata la porta d’ingresso alla regione montuosa del Pinhal Interior. Le sue strade tranquille e il centro abitato curato invitano a fermarsi qualche minuto prima di proseguire il viaggio. Se hai tempo, vale la pena avvicinarsi alla Igreja Matriz de Mação e passeggiare nel centro storico per scoprire l’atmosfera raccolta di questa località.
Con circa duecentoquaranta chilometri percorsi, ci avviciniamo ormai all’ultimo terzo della tappa. Il paesaggio continua ad acquisire personalità e le strade iniziano a offrire un carattere sempre più tortuoso e montano, anticipando alcuni dei tratti più piacevoli del percorso.
Poco dopo arriviamo a Mação, dove termina questo tratto.

Appena lasciata alle spalle Mação, la strada cambia personalità. La M549 si stringe leggermente e comincia a serpeggiare tra i primi pendii della montagna, offrendo un percorso molto più tecnico e divertente. L’asfalto è in buone condizioni e le curve si susseguono con naturalezza, alternando pieghe ampie ad altre più strette che invitano a guidare con precisione e a godersi l’equilibrio della moto.
Le ultime case scompaiono presto e il paesaggio è dominato da pinete, eucalipti e pendii coperti di vegetazione. L’aria si fa più fresca e pulita, impregnata del caratteristico profumo dei boschi dell’interno del Portogallo. Nei momenti in cui il motore riposa all’uscita di una curva si può sentire il vento muovere le chiome degli alberi e il canto degli uccelli, mentre la strada continua ad adattarsi al rilievo senza perdere mai il suo carattere fluido.
L’itinerario passa accanto all’Aeródromo de Mação, un curioso riferimento in mezzo a questo ambiente montano, prima di continuare a guadagnare quota tra una successione di cambi di direzione. Da alcuni punti si aprono splendidi panorami sulle valli e sui pendii coperti di bosco, offrendo una piacevole sensazione di isolamento e tranquillità che rende questo tratto uno dei più attraenti per chi ama concatenare curve.
Con circa duecentoquarantacinque chilometri percorsi, la tappa entra definitivamente nella sua parte più montuosa. La guida diventa più divertente e l’ambiente naturale prende il sopravvento chilometro dopo chilometro, facendo sì che il ritmo sia ora molto più tranquillo e piacevole rispetto alle ampie rettilinee della valle del Tago.
La fine del tratto è segnata da un incrocio dove dobbiamo svoltare a destra in direzione di Caratao, Vale de Mua, Degolados e Carvoeiro.

Dopo aver lasciato l’incrocio precedente, la M1275 si addentra completamente nel cuore della sierra. La strada è stretta, con un asfalto in buone condizioni e un tracciato che sembra disegnato apposta per goderselo in moto. Le curve si susseguono con dolcezza, alternando piccoli cambi di pendenza a lunghe curve dal raggio ampio che permettono di mantenere un ritmo costante mentre il paesaggio si apre su entrambi i lati.
I boschi di pini ed eucalipti dominano il percorso, anche se sui versanti compaiono anche ulivi sparsi e radure coperte di fiori selvatici che aggiungono colore al paesaggio. Il profumo della vegetazione mediterranea si mescola a quello della terra calda e della resina dei pini, mentre il silenzio dell’ambiente è rotto solo dal suono del motore che rimbalza dolcemente tra le montagne.
La strada sale e scende seguendo il rilievo naturale del terreno, regalando continui scorci su piccole valli coperte di bosco. In alcuni punti la vegetazione si apre abbastanza da permettere di ammirare le dolci montagne che circondano questa zona dell’interno portoghese, trasmettendo una piacevole sensazione di isolamento. Appaiono appena poche case sparse e qualche piccolo ponte su un ruscello, ricordandoci che stiamo attraversando una zona in cui la natura resta la vera protagonista.
Questo è uno di quei tratti in cui vale la pena dimenticare l’orologio. La quasi totale assenza di traffico permette di godersi ogni curva, il feeling del buon asfalto e una strada che invita a guidare in modo rilassato, collegando una piega all’altra senza sforzo mentre il paesaggio cambia lentamente intorno a noi.
Raggiunto il chilometro 251 della tappa, arriviamo a Vale de Mua, dove cambieremo tratto..

La M1267 continua ad addentrarsi nella Serra de Mação con un tracciato che sembra pensato per chi ama mettere insieme una curva dopo l’altra. La strada mantiene una larghezza contenuta, un manto stradale in buone condizioni e un traffico praticamente inesistente, consentendo di concentrarsi esclusivamente sulla guida. Ogni svolta svela un nuovo pendio, una piccola valle o un cambio di prospettiva che rende molto difficile staccare lo sguardo dal paesaggio.
L’ambiente resta dominato da ampie pinete ed eucalipti, anche se i tratti aperti permettono di ammirare le montagne ricoperte di vegetazione che caratterizzano questa parte dell’entroterra portoghese. L’aria porta con sé l’inconfondibile profumo della resina e dei fiori spontanei che crescono accanto alla strada, mentre il silenzio del bosco viene rotto soltanto dal suono del motore che sale e scende dolcemente tra le colline.
Il percorso alterna lunghe curve in appoggio a piccoli cambi di direzione che impongono un ritmo attento ma molto piacevole. In alcuni punti la strada sembra perdersi tra i versanti prima di riaprirsi su ampie vedute panoramiche della valle. La sensazione di isolamento è totale e rende questo tratto uno di quei luoghi in cui vale la pena rallentare e lasciarsi portare dall’ambiente.
Poco prima della fine compaiono le prime case di Envendos, una piccola località dove la strada torna a restringersi attraversandone le vie. L’atmosfera tranquilla del paese contrasta con la solitudine dei chilometri precedenti e rappresenta una piacevole transizione prima di proseguire la tappa.
Con duecentocinquantasette chilometri percorsi, la giornata entra ormai nel suo tratto finale, anche se restano ancora davanti alcune delle strade più divertenti di questa regione montuosa.
Il tratto termina a Envendos, proseguendo lungo il passaggio principale della località per collegarsi con il tratto successivo del percorso.

Questo breve tratto fa da collegamento tra due delle strade più divertenti della giornata, ma per questo non perde interesse. La M552 mantiene un tracciato stretto e molto piacevole, adattandosi al profilo della sierra con curve morbide e piccoli cambi di pendenza che obbligano a mantenere alta l’attenzione. Il manto stradale è ancora in buone condizioni e il traffico continua a essere praticamente inesistente.
Lasciando Envendos, torniamo subito al paesaggio caratteristico di questa zona: pendii coperti di pini ed eucalipti, scarpate rocciose e ampie vedute sulle montagne dell’interno del Portogallo. Il profumo della vegetazione torna a farsi sentire non appena lasciamo alle spalle le ultime case, mentre il silenzio dell’ambiente permette di godersi appieno il suono del motore a ogni accelerazione.
Anche se si tratta di appena un paio di chilometri, la strada conserva quel carattere scorrevole che invita a collegare le curve in modo naturale. I panorami sui versanti boscosi e le piccole radure dove compaiono alcune abitazioni isolate rafforzano la sensazione di attraversare un territorio poco trafficato e profondamente legato alla natura.
Presto compare l’incrocio che segna la fine del tratto. La strada sfocia in un incrocio a T dove dobbiamo svoltare a sinistra per immetterci sulla M359-1 e continuare a goderci le strade di montagna del tratto successivo.
Molto vicino a qui si trova la diga di Pracana sul fiume Ocreza, un affluente di destra del Tago, la cui costruzione terminò nel 1950 e che attraverseremo in poco più di 3 km.

La M359-1 continua ad alzare il livello di piacere della giornata. La strada mantiene un ottimo fondo e un tracciato sinuoso che si adatta con precisione ai fianchi della valle del fiume Ocreza. Ogni curva si lega alla successiva in modo naturale, alternando brevi rettilinei a larghi tornanti che consentono di godersi una guida fluida mentre il paesaggio diventa sempre più spettacolare.
Le montagne coperte di pinete ed eucalipti accompagnano tutto il percorso. L’aria profuma di bosco e di vegetazione mediterranea, mentre i fiori selvatici che crescono lungo i bordi aggiungono colore ai pendii. Il silenzio della sierra è rotto solo dal suono del motore e dal vento che accompagna ogni cambio di direzione, rendendo questo uno di quei tratti in cui è difficile resistere alla tentazione di fermarsi qualche minuto per contemplare il paesaggio.
Poco a poco comincia ad apparire uno dei grandi protagonisti di questa tappa. Le prime vedute del bacino artificiale e dell’imponente Barragem do Cabril annunciano un luogo davvero speciale. La grande diga, costruita sul fiume Zêzere, costituisce una delle maggiori opere di ingegneria idraulica del Portogallo e domina completamente la valle. Dalla strada si possono ammirare magnifiche vedute del muro della diga e del bacino, incastonato tra montagne coperte di bosco.
Dopo aver costeggiato l’area del bacino, la strada scende attraverso diverse curve fino a raggiungere il ponte che attraversa il fiume accanto alla diga. La combinazione di acqua, montagne e strada rende questo luogo uno degli angoli più fotogenici dell’intero itinerario.
Il tratto termina all’arrivo a un incrocio dove dobbiamo svoltare a destra per immetterci sulla IP2 e proseguire verso il tratto successivo della tappa.

Immettendoci sulla IP2 cambia completamente il carattere della guida. Lasciamo alle spalle le strette strade di montagna per percorrere una carreggiata molto più ampia, con un asfalto impeccabile e corsie generose che permettono di mantenere un ritmo costante. Anche se il tracciato è più veloce, la strada continua ad attraversare un ambiente montano e conserva un buon numero di curve ampie che rendono il percorso piacevole e tutt’altro che monotono.
Il paesaggio continua a essere dominato dai pini e dagli eucalipti che coprono i versanti della valle del fiume Zêzere. La strada avanza tra dolci colline, con ampie vedute sui monti e sui boschi che caratterizzano questa zona del centro del Portogallo. L’aria conserva il profumo della resina e della vegetazione, mentre il suono del motore si fa più uniforme grazie alla possibilità di mantenere una velocità costante su questo ampio tracciato.
Man mano che ci allontaniamo dalla diga, il traffico resta scarso e continua ad accompagnarci la sensazione di viaggiare in un territorio poco popolato. Le lunghe curve permettono di godersi il paesaggio senza bisogno di rallentare, e in diversi punti compaiono magnifiche vedute sulle valli che abbiamo attraversato negli ultimi chilometri.
Con circa duecentosettantacinque chilometri percorsi, la tappa entra ormai nel suo rettilineo finale. Dopo molti chilometri di strade di montagna, questo tratto offre una breve pausa prima di abbandonare di nuovo la via principale e tornare su strade secondarie molto più tortuose.
Il tratto termina in un incrocio dove dobbiamo lasciare la IP2 prendendo l’uscita a destra per immetterci sulla M528 e proseguire nel successivo tratto del percorso.

La M528 torna a rallentare dopo il breve passaggio sull’IP2. La strada recupera il suo carattere di via locale, con una carreggiata più stretta e un tracciato piacevole che si snoda tra dolci colline coperte di vegetazione. Il manto continua a offrire un’ottima aderenza e le curve in successione invitano a una guida rilassata, godendosi più l’ambiente che la velocità.
Il paesaggio comincia a cambiare poco a poco. Le grandi pinete lasciano spazio a un terreno più aperto dove compaiono prati, lecci e piccoli campi coltivati separati da muri di pietra. L’aria conserva il profumo della montagna, anche se ora si mescola all’odore dell’erba e della terra secca. Si sente a malapena altro che il motore e il canto degli uccelli che abitano questa tranquilla zona rurale.
La strada prosegue senza grandi dislivelli, disegnando curve morbide che permettono di osservare le ondulazioni del terreno e alcune fattorie sparse. È un tratto breve, ma molto piacevole, che trasmette la sensazione di attraversare una zona autentica, lontana dal traffico e dal frastuono delle strade principali.
Gli ultimi metri ci conducono ad Arez, dove riappaiono le prime abitazioni, affiancate da tradizionali muri di pietra e grandi alberi che offrono ombra all’attraversamento. Il piccolo centro conserva l’atmosfera serena dei paesi dell’entroterra portoghese e rappresenta una transizione perfetta prima di affrontare gli ultimi chilometri della tappa.
Il tratto termina nella traversata di Arez, dove svolteremo a sinistra in direzione di Fadagosa de Nisa.

La N364 lascia Arez seguendo una strada ampia, con un manto eccellente e un tracciato molto fluido che invita a viaggiare con calma. Dopo gli ultimi edifici del paese, il paesaggio torna ad aprirsi e la sensazione di ampiezza prende il posto delle strade più strette tra le montagne dei tratti precedenti. Le dolci curve e i lunghi rettilinei permettono di godersi il percorso senza fatica, lasciando che lo sguardo si perda tra le dehesas che caratterizzano questa parte dell’Alto Alentejo.
Le querce da sughero diventano ora le vere protagoniste del paesaggio. Le loro chiome offrono ombra lungo la strada, mentre ampi prati si susseguono su entrambi i lati dell’asfalto. Il profumo cambia di nuovo: la resina dei pini svanisce lentamente per lasciare spazio all’odore dell’erba secca, della terra calda e degli alberi secolari. Il suono del vento tra i rami accompagna il ronzio costante del motore in una guida rilassata e molto piacevole.
Poco prima di arrivare a Nisa cominciamo a scorgere le prime case e l’ambiente diventa progressivamente più urbano. La strada ci conduce direttamente verso una delle località più ricche di personalità del distretto di Portalegre. Nisa conserva un interessante centro storico circondato da antiche mura medievali ed è particolarmente nota per i suoi tradizionali ricami in pietra, un artigianato unico che fa parte dell’identità della località. Se l’orario lo consente, vale la pena passeggiare per le sue strade e avvicinarsi alla Igreja Matriz de Nisa oppure scoprire la storica Porta da Vila, uno degli accessi conservati dell’antica fortificazione.
Con quasi duecentonovanta chilometri percorsi, si percepisce già che la tappa sta entrando nei suoi ultimi chilometri. L’itinerario continua a offrire strade molto piacevoli, ma cominciano ad apparire anche centri abitati dove è facile fare una breve sosta prima di affrontare il finale della giornata.

Lasciamo alle spalle le ultime strade di Nisa per rientrare sulla N359. In pochissimi metri l’atmosfera urbana scompare e torniamo a trovarci su una strada ampia, con un ottimo fondo e curve dolci, perfetta per continuare a godersi una guida rilassata. L’uscita dall’abitato è rapida e, in breve, ritroviamo la tranquillità tipica dell’Alto Alentejo.
Il paesaggio continua a essere dominato dalle dehesas di lecci, che si alternano a piccoli prati e dolci colline ricoperte di vegetazione. Il profumo di campagna aperta e di terra riscaldata dal sole torna a farsi sentire, mentre il silenzio viene rotto solo dal rumore del motore e dal canto degli uccelli che popolano questo ambiente così poco urbanizzato.
Anche se si tratta di un tratto molto breve, è piacevole per la fluidità del suo percorso. Le curve raccordate si susseguono con naturalezza, permettendo di mantenere un ritmo costante mentre la strada sale e scende dolcemente tra alberi secolari che offrono alcune zone d’ombra.
Con quasi duecentonovanta chilometri percorsi, la tappa si avvia definitivamente verso il suo rettilineo finale. Mancano ancora alcuni chilometri per raggiungere la meta, ma la sensazione è quella di stare assaporando gli ultimi paesaggi dell’entroterra portoghese prima della fine della giornata.
Il tratto termina a un incrocio a forma di "Y", dove dovremo prendere la diramazione di destra per immetterci sulla N525-1 e proseguire verso il tratto successivo.

Da un paio di chilometri abbiamo lasciato Nisa alle spalle e ora percorriamo la M525-1 per affrontare uno dei tratti più piacevoli di questa parte della tappa. La strada, stretta ma con un fondo impeccabile, si snoda tra vaste dehesas di lecci e querce da sughero, un paesaggio molto caratteristico dell’Alto Alentejo dove il traffico praticamente scompare e la guida diventa particolarmente rilassante.
Dopo pochi chilometri raggiungiamo la Barragem do Poio, un piccolo invaso che rompe la monotonia del paesaggio e offre un bel contrasto tra acqua e vegetazione. Vale la pena godersi il panorama mentre la strada costeggia in parte il bacino tra dolci curve e lievi cambi di quota.
L’itinerario prosegue alternando piccoli boschetti, prati e aziende agricole zootecniche, con il profumo delle cisti e delle erbe selvatiche che ci accompagna per buona parte del tragitto. L’unico suono costante è quello del motore, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal vento che muove le chiome dei lecci.
Piano piano iniziano ad apparire le prime abitazioni che annunciano l’arrivo a Póvoa e Meadas, una tranquilla località di strade ampie e atmosfera distesa. Con poco più di trecento chilometri percorsi, stiamo già affrontando le ultime battute di questa lunga giornata nell’interno del Portogallo.

Lasciamo alle spalle Póvoa e Meadas per addentrarci a fondo nel Parco Naturale della Serra de São Mamede. La M1006 segue una strada stretta, perfettamente asfaltata e con pochissimo traffico, ideale per godersi una guida rilassata mentre il paesaggio diventa sempre più naturale e selvaggio.
Le dolci curve collegano continuamente piccole colline coperte di lecci, sughere e prati punteggiati di fiori spontanei in primavera. In alcuni punti la strada scende offrendo ampi panorami sulle dehesas dell’Alto Alentejo, dove l’orizzonte sembra non finire mai.
Questo tratto attraversa una delle zone di maggior valore ecologico del parco naturale, uno spazio protetto che ospita una grande varietà di fauna e flora mediterranea. Il silenzio è rotto soltanto dal canto degli uccelli, dal ronzio degli insetti e dal suono del vento che muove le chiome degli alberi, creando una piacevole sensazione di isolamento e calma.
La strada mantiene un tracciato molto divertente, alternando brevi rettilinei a curve ampie che permettono di godersi il paesaggio senza fretta. Il profumo delle cisti e delle erbe spontanee accompagna buona parte del percorso mentre ci addentriamo sempre di più nel cuore della sierra.
Con più di trecento chilometri percorsi, questo è uno di quei tratti che invitano semplicemente a lasciarsi andare e a godersi la moto, l’ambiente e la tranquillità che trasmette questo angolo dell’entroterra portoghese.
Il tratto termina in un’intersezione dove proseguiremo a sinistra per immetterci sulla M1134 e continuare verso il tratto successivo dell’itinerario.

Proseguiamo lungo la M1134, completamente immersi nel Parco Naturale della Serra de São Mamede. La strada presenta un manto ottimo e un tracciato stretto e sinuoso che invita a godersi una guida rilassata tra alcuni dei paesaggi più belli dell’intero itinerario.
Le dehesas di querce da sughero e lecci si susseguono su entrambi i lati della strada, alternandosi a vaste praterie coperte di fiori selvatici e dolci colline che si spingono fino all’orizzonte. Nelle giornate terse iniziano a comparire, in lontananza, le montagne della Serra de São Mamede, offrendo uno splendido sfondo a questo tratto.
L’assenza quasi totale di traffico permette di godersi appieno l’ambiente. Solo il suono del motore, del vento e il canto degli uccelli rompono il silenzio di questo spazio protetto, uno dei luoghi naturali più importanti dell’Alentejo per la sua ricchezza paesaggistica e la sua biodiversità.
La strada alterna lunghe curve ampie a piccoli rettilinei che consentono di ammirare il paesaggio con calma. Il profumo dei fiori selvatici e della vegetazione mediterranea accompagna tutto il percorso, mentre la sensazione di isolamento trasforma questo tratto in una vera delizia per qualsiasi motociclista.
Poco prima della fine compaiono le prime indicazioni per Marvão, considerata una delle località più spettacolari del Portogallo. Anche se il nostro itinerario non sale fin lassù, se avete tempo vale davvero la pena deviare di qualche chilometro per visitare questa imponente cittadina medievale fortificata, situata su uno spettacolare sperone roccioso con viste straordinarie sul Parco Naturale della Serra de São Mamede.
Il tratto termina immettendoci sulla N359, dove proseguiremo dritto per continuare verso il tratto successivo dell’itinerario.

Quest’ultimo tratto della tappa raccoglie buona parte dell’essenza dell’Alto Alentejo. Dalla N359 proseguiamo attraversando il Parco Naturale della Serra de São Mamede su una strada dall’ottimo asfalto che alterna lunghi rettilinei a dolci curve tra dehesas di lecci, querce da sughero e piccoli boschi mediterranei, sempre con traffico davvero scarso.
Ben presto raggiungiamo le immediate vicinanze di Marvão, uno dei grandi gioielli storici del Portogallo. Anche se l’itinerario non sale fino al suo recinto murato, vale enormemente la pena dedicare del tempo a visitare questo spettacolare borgo medievale, considerato uno dei più belli del Paese. Arroccato su un impressionante sperone di granito, il suo castello, le sue mura e le strette stradine lastricate offrono viste indimenticabili su tutta la Serra de São Mamede e persino, nelle giornate limpide, su buona parte dell’Estremadura.
La strada continua a scendere verso Portagem, un piccolo centro molto noto per il suo ponte medievale sul fiume Sever e per le sue piscine naturali, un luogo perfetto per una sosta nei mesi più caldi mentre si gode il suono dell’acqua e l’atmosfera tranquilla della località.
Da qui il paesaggio alterna piccole valli, zone boscose e praterie aperte. Il profumo della vegetazione mediterranea, il canto degli uccelli e il vento che accompagna la marcia trasformano questo percorso in una vera esperienza per tutti e cinque i sensi, mentre le curve permettono di godersi appieno la guida.
Prima di arrivare a destinazione vale la pena soffermarsi anche sull’imponente Acquedotto da Amoreira, una magnifica opera di ingegneria del XVI secolo che riforniva d’acqua Portalegre e che ancora oggi costituisce uno dei monumenti più rappresentativi della città.
Infine entriamo a Portalegre, capitale dell’Alto Alentejo e fine di questa settima tappa di A Rota 18. Il suo centro storico, la Cattedrale di Portalegre, il Castello, il Museo dell’Arazzo Guy Fino e le sue piazze animate invitano a passeggiare con calma dopo una giornata intensa in moto. Qui termina una tappa di quasi 350 chilometri che combina magnifiche strade, natura, patrimonio storico e alcuni dei paesaggi più autentici dell’interno del Portogallo.
